Cuba

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TRA MITO E TRISTE REALTA’

La figlia di Ernesto Che Guevara è in giro per l’Europa a raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale a Cuba.

Lodevole iniziativa che, però, ci lascia alquanto perplessi. Conoscendo la realtà cubana abbiamo il sospetto che la buona fede della figlia del grande rivoluzionario sia carpita e usata dal regime castrista per costruirsi una immagine di vittime della cattiveria occidentale.

E’ vero che Castro ha realizzato un efficiente sistema sanitario statale, anche se non accessibile a tutti, che ha ridotto l’analfabetismo…… ma a che prezzo?

Dietro i lussuosi alberghi costruiti dagli occidentali (a conferma della pura operazione di facciata dell’ipocrita embargo americano) che portano nelle casse di Fidel Castro fiumi di dollari e di euro, vi è una realtà fatta di miseria diffusa, prostituzione minorile e disprezzo dei più elementari diritti civili.

Si calcola, da parte di associazioni indipendenti tra cui Amnesty International che ha recentemente denunciato una nuova ondata repressiva iniziata il 18 marzo scorso con l’arresto di 77 dissidenti, che dalla presa del potere di Castro a Cuba sono state fucilate più di 50.000 persone, che nelle prigioni del regime sono passati (e molti vi sono rimasti per sempre) oltre 400.000 prigionieri politici. Senza contare il milione e mezzo di cubani fuggiti con ogni mezzo e a costo della vita dal paradiso caraibico.

Si stima che solamente all’Avana (da una denuncia del vescovo cattolico cubano Masvidal) vi siano circa 35.000 prostitute, in massima parte giovanissime, che sotto lo sguardo compiacente del governo castrista che pur di incamerare valuta pregiata non esita a calpestare la dignità delle giovani donne cubane, fanno dell’isola un paradiso per i pervertiti sessuali americani e occidentali.

L’aborto delle minorenni (spesso poco più che bambine) è pratica ampiamente diffusa. Un terzo delle giovani tra i 15 e i 19 anni, afferma il coraggioso prelato cubano scomparso nel 2003, ha fatto almeno un aborto. In totale, ogni dieci nuovi nati, sei sono soppressi. E’ la maggiore percentuale dell’emisfero e forse di tutto il mondo, come pure quella concernente i suicidi per disperazione.

In passato il regime castrista era mantenuto dall’Unione sovietica che strapagava lo zucchero prodotto a Cuba in cambio delle milizie mercenarie fornite da Castro e inviate per conto di Mosca in mezzo mondo a diffondere il verbo marxista sulla canna del fucile, ora, caduto l’impero sovietico sotto il peso della sua miseria, Castro ha trovato altre fonti ancora più redditizie per compensare malamente i suoi fallimenti economici e sociali e mantenere il suo efficiente apparato repressivo.

Ci spiace solo per quanti, in perfetta buona fede come la figlia di Che Guevara, continuano ad ignorare questa triste realtà, mentre ci fa rabbia certa sinistra italiana ed europea che sa, ma, in perfetta malafede, fa finta di nulla.

Gianfredo Ruggiero

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