Pace in Palestina?

OLTRE LA LEGGE DEL TAGLIONE

Hamas dice di voler cancellare Israele e rapisce un militare ebreo; Israele dichiara di volere la pace e in Palestina e Libano massacra civili inermi, distrugge ponti e strade, centrali elettriche e acquedotti, bombarda case ed edifici pubblici al chiaro scopo di punire un intero popolo e per dimostrare al mondo arabo chi comanda in Medio Oriente.

Uccidere deliberatamente uomini, donne, vecchi e bambini indifesi per far valere le proprie ragioni, anche se legittime come il diritto all’esistenza e all’autodeterminazione, è un atto di pura viltà e di profonda barbarie sia che venga compiuto da un suicida palestinese, sia che venga perpetrato da uno Stato, come quello d’Israele, che si definisce civile e democratico.

La differenza è che mentre gli estremisti islamici finiscono sul banco degli imputati per i loro metodi inaccettabili, il governo israeliano che usa gli stessi sistemi moltiplicati per mille in virtù del suo imponente apparato bellico (il suo esercito è il quarto al mondo dopo Usa, Cina e Russia) è giustificato dall’Europa, incoraggiato dall’America e ammirato, per il suo fare sbrigativo, dalla destra borghese, bigotta e islamofobica di casa nostra.

Con questi presupposti di violenza, indifferenza e ipocrisia come possiamo sperare che torni la pace in Palestina?

Gianfredo Ruggiero

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