Vivisezione

L’ITALIA SI CONSIDERA UN PAESE CIVILE? ALLORA BANDISCA LA VIVISEZIONE!

una pratica inutile sotto il profilo scientifico e cinica dal punto di vista etico

Ci indigniamo quando, in estate, esplode il fenomeno dell’abbandono degli animali.

Ci arrabbiamo quando assistiamo a casi di maltrattamenti sugli animali.

Ci commoviamo quando vediamo in televisione i vigili del fuoco salvare il gattino in cima ad un albero, ma rimaniamo del tutto impassibili quando lo stesso gattino finisce in un laboratorio di ricerca per essere letteralmente massacrato e vivisezionato.

In questo caso il nostro amore verso gli animali improvvisamente scompare per lasciare posto alla più totale indifferenza.

Questo atteggiamento ipocrita, tipico delle società materialiste e prive di valori come la nostra che riconduce tutto alla logica del libero mercato, nasce dall’applicazione di un principio aberrante, quello del “prezzo da pagare per il progresso della scienza e per il bene dell’umanità”.

Noi a questo principio ci ribelliamo. Come siamo contro l’aborto, la sperimentazione sugli embrioni, l’eutanasia e l’eugenetica, come siamo contro la caccia, la macellazione rituale degli islamici e l’esibizione della pelle altrui, così, allo stesso modo, siamo contro la vivisezione.

Siamo convinti che la scienza debba continuare il suo cammino e che gli scienziati vadano sostenuti nel loro encomiabile lavoro, ma non a questo prezzo, non a queste condizioni (a Norimberga gli scienziati nazisti furono giustamente condannati per aver condotto esperimenti su zingari, disadattati e malati di mente, anche se la scienza trasse beneficio da quelle pratiche immorali).

La civiltà di un popolo non si misura sulla base del livello tecnologico e di benessere economico raggiunto, ma sul grado d’umanità espressa.

Se poi consideriamo che i dati ottenuti dalla sperimentazione sugli animali sono inattendibili e spesso fuorvianti se riferiti all’uomo  l’arsenico, ad esempio, letale per l’uomo, alle stesse dosi non provoca alcun effetto sulla pecora, la stricnina lascia indifferente la scimmia, la velenosissima Amanita Phalloides è innocua per gatti e conigli, l’insulina, indispensabile per gli umani, provoca malformazioni nelle galline, la penicillina è mortale per le cavie da laboratorio, il Talidomide, un sedativo per le donne in gravidanza, testato solo sugli animali, ha provocato negli anni cinquanta la nascita di migliaia di bambini “focomelici”, privi di braccia… –  all’ora è più che legittimo il sospetto che in questo campo la scienza c’entri poco, mentre c’entrano molto il business degli animali da laboratorio e le cattive abitudini dei ricercatori.

Gianfredo Ruggiero

 

P.s.: attraverso il sottostante link potete vedere alcune immagini, sconsigliate ai minori, che documentano a quale livello di disumanità è giunto l’uomo per soddisfare la sua bramosia di conoscenza.

http://www.oipaitalia.com/fotografie/vivisezione_gatti.htm

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5 risposte a Vivisezione

  1. rosanna ha detto:

    E\’ ora di passare a fatti tramite tanta informazione e diffusione della verità. Ma dobbiamo anche essere in tanti. Tantissimi.

  2. Gianfredo ha detto:

    Pienamente d\’accordo con il tuo punto di vista. Però obietto questo: la cosiddetta vivisezione è un esempio certamente estremo di uso di creature per scopi di ricerca, però esiste una gamma di pratiche, che vanno dalla sperimentazione di prodotti chimici all\’osservazione di comportamenti in ambienti artefatti, che sono per principio la stessa cosa, ovvero usare una creatura per l\’utilità contingente o a venire di un\’altra creatura (o specie). In alcuni casi si può dire che i ricercatori si abituino a metodiche diverse per salvaguardare così la dignità della ricerca anche a iniziale discapito di risultati più avanzati, ma in generale i problemi sono due: a) cosa fare di quelle tecniche al momento uniche che sono l\’unica strada nota per ricercare su alcuni temi importanti (per esempio malattie che fanno rischiare l\’estinzione alla specie, o malattie che tu sai che provocheranno sofferenza ad altri membri della tua specie): insomma, se tu sai di poter produrre salute attraverso la ricerca, accetti che questa possa essere praticata a danno di altre creature ?
    b) cosa fare dei risultati fino ad ora ottenuti mediante la ricerca ? Non utilizzarli ? Ripartire dalle conoscenze di cento anni fa per procedere in altro modo ?
    Poi un\’implicazione: a fianco dell\’avversione che tutti, ricercatori compresi credo, hanno per i sacrifici di creature animali, ci sono tutta una serie di "superstizioni" oltremodo sciocche e dannose, tipo "non uso i farmaci, mi curo con roba non chimica" come se le erbe non fossero roba chimica; oppure "uso solo cose naturali e di origine vegetale", come se le piante potessero essere sacrificate addirittura come entità. Il fatto che i farmaci siano un business è certo, ma spesso si ripercuote sulla stessa ricerca (sai quanti farmaci giacciono inutilizzati soltanto perché non conviene a nessuno commercializzarli ? Oppure quanti vecchi farmaci sono stati ritirati dal commercio solo perché costavano troppo poco ed erano un affare in perdita ?". Anche l\’omeopatia, la fitoterapie e quant\’altro sono un business, e a maggio ragione lo sarebbero se fossero un trend maggioritario. Diciamo che la ricerca "cruenta" lascia a desiderare, è corrotta e tutto quanto, ma ha dato risultati e ne continua a dare, quindi non si può affermare che in fondo non serve. Se mai si può riprendere il discorso se valga la pena di proteggere la propria vita quando poi tanto non si può vivere in eterno e ci potrebbe essere più soddisfazione nel pensare di non aver torturato e sacrificato altre creature. Però lo stesso varrebbe allora per la caccia e il vegetarianesimo etc. Penso che l\’omeopatia e le varie medicine alternative, per così come sono poste da noi, sono truffaldine e insensate sul piano concettuale, quindi non preferibili alla medicina tradizionale.
    La sperimentazione su animali è un modo, imperfetto, di prevedere alcune cose, l\’alternativa sarebbe sull\’uomo o sulle piante (ovviamente gli animali somigliano più all\’uomo). L\’unica via d\’uscita sarebbe appunto una concezione diversa della vita e della morte per la quale prevenire la morte e ritardare le malattie non è poi così importante per amare la vita. Ma l\’impulso di lenire la propria sofferenza e quella dei propri cari resta, quindi la medicina non si fermerebbe, e la sperimentazione sarebbe quindi una conseguenza di un istinto eticamente inattaccabile.
     
     
     
    Dott.Matteo PaciniMedico-ChirurgoSpecialista in Psichiatria

  3. Gianfredo ha detto:

    Preferisci che gli esperimenti li facciano sull\’uomo? Perché non ti offri volontario?Scusa se sono un poco brusca ma tocchi proprio quegli argomenti che mi indispongono e che sono il cavallo di TROIA delle sinistre. Tutto sta nel vedere le situazioni e gli equilibri che ci possono essere. In molti casi, anche se non in tutti, agli animali viene praticata l\’anestesia. Solo quando è necessario capire la reazione dell\’animale ad un dato "stimolo" provocano dolore.Secondo te… è più importante l\’essere umano o l\’animale? Dove sta l\’uomo e dove sta l\’animale nella piramide di livello del sistema naturale? Per piacere, prima di rispondermi (se vorrai farlo), riflettici bene.Sarà più giusto scandalizzarci per gli aborti umani, le selezioni genetiche e l\’eutanasia o sulla vivisezione degli animali?Ma perché, con tutti i talenti che hai, non ti schieri dalla parte dell\’essere umano, quello più debole ed indifeso?Con tutto ciò non voglio dire che l\’animale debba essere trattato male. Dico solo che se c\’è la necessità di sperimentare per scoprire la cura di certe malattie umane, sull\’animale, bisogna farlo. Il ché non significa infierire. A tutto vi è un equilibrio. Gli animali devono essere rispettati per ciò che sono: ANIMALI. Gli uomini devono essere rispettati per ciò che sono: PERSONE.

  4. Gianfredo ha detto:

    Non posso che condividere al diecimila per mille e complimentarmi per il lodevole impegno.Stefano.

  5. baorozzo ha detto:

    dico solo una cosa..a volte i veri animali sono gli uomini.capisco il punto di vista a favore della scienza.e in un certo modo lo condivido.eticamente è sbagliato, ma serve.ma sarò condanato a rimanere in equilibrio tra quello che la mia etica mi impone e quello che invece mi consiglia la mente.sì perchè senza le pratiche della vivisezione non saremmo così avanti con la ricerca.suona da perbenista ma è così.è sbagliato ma conviene.mi faccio schifo ma così la penso.non è una risposta la mia, solo una reazione al problema.

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