Oltre il capitalismo

 
IL PERICOLO VIENE DA DESTRA
 
 

In passato abbiamo combattuto il comunismo, quando questo rappresentava un pericolo reale per l’Italia e per l’Europa, e non ci siamo accorti che nel frattempo il capitalismo, un’ideologia subdola, ammantata di democrazia e libertà, inquinava le nostre coscienze e minava la nostra civiltà.

Non abbiamo compreso, ed è questa la nostra colpa più grave, che il pericolo viene da destra, da quell’idea di Stato forte, autoritario, a tratti violento che trova nel capitalismo la sua essenza ideologia e nel modello americano della “tolleranza zero” il suo riferimento ideale.

Il capitalismo che tanto piace alla destra di Berlusconi e Fini e che non dispiace alla sinistra di Veltroni, nasce trecento anni fa dalla mente di Adam Smith, un’economista che, al pari del suo omologo di sinistra Karl Marx, pretendeva di ridurre il genere umano alla sola dimensione economica e materiale (come se cinquemila anni di storia fossero passati invano) con il risultato di stimolare i peggiori istinti dell’uomo come l’arrivismo, l’egoismo e l’individualismo e di creare i presupposti per società aggressive e senza valori.

Prende forma in quell’immensa carneficina chiamata rivoluzione francese dove, tra teste mozzate, massacro di contadini nella cattolica Vandea e terrore poliziesco, s’inneggia ipocritamente alla fratellanza, all’uguaglianza e alla libertà per portare al potere la borghesia illuminata e gettare le basi dell’odierna democrazia mercantile. Finalmente l’economia governa la politica.

Il capitalismo deve le sue fortune ad un grande equivoco: quello di confondere la libertà d’impresa, il diritto alla proprietà privata, il progresso tecnico e  scientifico, la voglia di crescere e di scoprire che sono sempre esistiti in quanto insiti nella natura umana (Marco Polo non è andato in Cina per turismo) e che prima dell’avvento del capitalismo trovavano stimolo e armonia in una visione spirituale della vita, con questa ideologia materialista che ha un solo scopo, il profitto ed una sola regola, il mercato.

Il capitalismo rappresenta il dominio assoluto delle grandi concentrazioni economiche e finanziarie che fanno tabula rasa attorno a se:  i piccoli esercizi stanno scomparendo, strozzati dalla grande distribuzione, le banche non esistono più, assorbite dai colossi finanziari e assicurativi, la produzione è spostata all’estero dove i costi diminuiscono e gli utili aumentano, ora in Cina, domani in India, dopodomani nei balcani…. un paese alla fame ci sarà sempre. I Privati gestiscono tutto, ai loro prezzi e alle loro condizioni, prossimamente anche l’acqua sarà loro. E lo Stato? Tace e acconsente… anzi favorisce e svende.

Con la globalizzazione il disegno di Adam Smith si completa: è il trionfo dell’appiattimento e della omologazione culturale per creare il cliente unico mondiale, tutti uguali con gli stessi gusti e le stesse abitudini ai quattro angoli del mondo. Così le multinazionali, le uniche che possono sostenere i grandi numeri di produzione, non hanno difficoltà a piazzare gli stessi prodotti in ogni parte del pianeta. E dove si resiste, come nei paesi musulmani che non vogliono saperne di bere coca-cola e mangiare hamburger, ci pensa l’America a portarvi le multinazionali……pardon, la democrazia.

Sono loro, le corporation, che regolano la nostra vita attraverso il controllo dell’informazione di massa che ci condiziona e ci assoggetta. Berlusconi da politico accorto ci fa la morale sulla famiglia e poi, da imprenditore liberale, c’inonda della peggior spazzatura televisiva made in Usa e ci martella di pubblicità per indurci a vivere all’americana e a spendere tutto ciò che guadagniamo.

Stiamo passando dalla civiltà dei consumi alla civiltà degli sprechi. E l’ambiente soffre:  Stati Uniti e Cina (altro paese che ha imboccato la strada del capitalismo) pur essendo i maggiori responsabili dell’inquinamento planetario si rifiutano di firmare gli accordi di Kyoto per non rallentare la loro produzione industriale.  L’Italia, il paese del sole e dei fiumi, non investe seriamente in energie rinnovabili perché al privato non interessa. Hai voglia fare concerti rock …

Ogni tanto per lavarsi la coscienza gli stati occidentali intervengono sul debito dei paesi poveri, ma lo fanno a modo loro, facendoci pagare con le tasse gli interessi usurai che il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale impongono ai paesi del terzo mondo senza dargli, peraltro, la possibilità di estinguere il debito per non perdere il vitalizio.

Il paradosso è che più il capitalismo manifesta i suoi guasti in termini di precariato, violenza diffusa, immigrazione, povertà crescente, perdita dei valori e decadimento dei costumi e più da destra (ma anche da sinistra, che ha capito da che parte gira il vento) si spinge l’acceleratore verso forme ancora più esasperate di liberismo, accompagnate da misure sempre più limitative della nostra libertà. Telecamere ad ogni angolo di strada, massiccia presenza delle forze dell’ordine, inasprimento delle pene, carabinieri nelle scuole, condanne esemplari, pugno duro e tolleranza zero, sono queste le uniche risposte che il sistema sa proporre per arginare i danni che produce. Misure violente e repressive che lo Stato non è neppure capace di mettere in atto, basta dare uno sguardo al sud d’Italia e in certi quartieri di Milano per rendersene conto.

 Tanto alla fine ci votano lo stesso”, sussurrano tra loro i nostri politici. Ed è vero, perché sessant’anni di terrorismo culturale ci hanno inculcato l’idea che l’alternativa alla democrazia è la dittatura, per cui teniamoci buono questo sistema anche se lo deploriamo e stringiamoci attorno ai nostri politici anche se li detestiamo. Provate a chiedere ad un passante cosa ne pensa della politica e dei partiti: vi risponderà peste e corna, eppure la stessa persona alle prossime elezioni andrà diligentemente a votare per paura che torni l’uomo nero.

Morale: dobbiamo rassegnarci? Neanche per idea! L’alternativa a questo sistema falsamente democratico esiste e non ha bisogno di ideologie. Si chiama partecipazione.

Partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese attraverso l’ingresso in Parlamento dei rappresentanti liberamente eletti del mondo produttivo e della società civile. E’ nelle assemblee legislative che si devono trovare le soluzioni ai nostri problemi, coinvolgendo e dando dignità istituzionale a tutte le parti sociali, e non nelle piazze tra scioperi e blocchi stradali.

Partecipazione dei lavoratori alla gestione ed agli utili delle grandi Imprese per responsabilizzare e coinvolgere tutti coloro lavorano per il bene dell’Azienda, per limitare l’ingerenza dei grandi gruppi finanziari e per superare l’antistorica contrapposizione padroni-operai di cui si nutrono tanto il comunismo quanto il capitalismo.

Partecipazione del popolo all’elezione del Capo dello Stato quale garante della pace sociale e dell’interesse nazionale.

Chiamatela democrazia diretta, chiamatela società partecipativa, chiamatela struttura organica…. chiamatela come vi pare, ma superiamo il capitalismo e torniamo a sperare.

Se vogliamo rimanere uomini e non trasformarci, come vorrebbe la destra, in articoli di magazzino.

Artorius

 
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29 risposte a Oltre il capitalismo

  1. Gianfredo ha detto:

    Sono i pensieri che vorrei scrivere e che, quindi, condivido in toto. Leggere le Sue parole mi fa sentire meno solo in questa tormenta di sabbia; grazie davvero di credere ancora e di dar voce alle nostre coscienze di Uomini.
    Un cordiale, carissimo saluto.  Gabriele

  2. Gianfredo ha detto:

    Caro presidente, mi chiamo Davide Titoli, avevo già scambiato opinioni con Lei sul fascismo e sui partigiani italiani via mail qualche tempo fà, ora voglio chiederle se posso stampare e distribuire questi articoli scritti da Lei nella mia università! Ho fondato da non molto una cellula di azione universitaria a Biella, dove frequento l\’università. A settembre partiremo con iniziative avente lo scopo di far conoscere ai giovani, futuri dirigenti, la destra sociale!Premetto che azione universitaria è un associazione studentesca costola di alleanza nazionale, ma all\’interno di essa esistono due filoni abbastanza distinti: quelli più vicini alla destra protagonista e quelli invece che sono più vicini alla destra sociale!Noi appoggiamo la destra sociale, per questo mi piacerebbe distribuire anche i Suoi articoli agli studenti.In futuro organizzeremo conferenze e incontri con personaggi di destra, se Vi fa piacere Vi informeremo degli eventi!Attendo Vostre notizie! Saluti! Davide Titoli

  3. Gianfredo ha detto:

    Gentilissimo Signor Ruggiero,condivido pienamente lo spirito del Suo articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero della ns circolaresalutiMatteo Sullivan

  4. Gianfredo ha detto:

    ITALIA TRICOLOREil direttoreCamerata Ruggiero, è la prima volta che risento parlare di autenticocorporativismo applicato, unica efficace alternativa al politicismo partitocratico.Mi auguro che lei non sia uno dei soliti politici che una volta eletti lascianola formula corporativa per quella partitica…Camerateschi saluti.Augusto FontanaP.S. Anche se ricevo ogni tanto le Vs. email non ricordo cosa sia il CircoloExcalibur. E\’ forse vicino o nel FT?

  5. Gianfredo ha detto:

    Caro Gianfredo, il pericolo non viene da \’destra\’, la destra, TUTTA la \’destra\’ senza esclusione alcuna,…. non è pericolosa….., è semplicemente UTILE! …. al sistema antifascista, anche Voi e senza che ve ne accorgiate, malgrado i distinguo e le contestazioni più o meno settarie che vi appioppano, in fondo non siete \’pericolosi\’ ….. siete UTILI solo all\’antifascismo che per il semplice fatto di esistere, vi utilizzano per esorcizzare il VERO PERICOLO che è e resta  IL FASCISMO!…. e voi col fascismo in fondo non avete nulla a che fare, ne sotto il profilo giuridico, e neppure sotto il profilo storico-culturale, tutt\’alpiù ne vantate i meriti e le opere, che siano politiche o culturali, ma sul piano politico, elettorale ed istituzionale non potere pretendere di essere chiamati fascisti nel vero senso del termine-sostantivo.
    la stessa cosa non vale per il Movimento Fascismo e Libertà, che giuridicamente, storicamente, culturalmente, politicamente ed elettoralmente, simbolicamente (il Fascio), agisce ed opera apertamente da soggetto giuridicamente, culturalmente, politicamente ed elettoralmente (col fascio), da FASCISTA senza fraintendimenti, senza sigle anonime, senza politiche similari, senza cultura e finalità riconducibili al neofascismo, esso (il M.F.L.), agisce in nome e per conto dello statuto che ha come scopo….. nel rispetto della legalità, l\’ardire e l\’aspirazione di una Italia (e non solo), Fascista, con tanto di progetto istituzionale e sociale proprio della Idea Fascista………. tutto il resto secondo me e secondo noi fascisti, è e resta altra cosa magari sarà di destra, di centro o di sinistra ma il fascismo non è destra! e i fascisti come tali non sono di destra, la destra è una cosa talmente vecchia che fù inventata per distinguere i \’gruppi che siedevano nell\’Assemblea parigina all\’alba della rivoluzione del 1789…. Mussolini (per esempio), proveniva dal socialismo, che Bombacci fondatore del P.C.d\’I. aderì al fascismo repubblicano, da altre posizioni ideali ed ideologiche aderirono al fascismo anarchici, monarchici, agnostici, cattolici, ebrei, repubblicani, radicali, massoni letterati, studiosi, imprenditori, operai, militari, ecc. ecc. e questo dà l\’immagine di una IDEA NUOVA, che non è nè di destra e neppure di altre parti……….. il fascismo o è tale in ogni senso interiore ed esteriore oppure è altra cosa, e…. appunto la destra è altra cosa, magari una piccola componente futuristicamente \’assimilabile\’ al fascismo, ma non è il fascismo.
    Questo dovevo dirti e scriverti caro Ruggiero, la confusione oggi è totale e senza accorgersene se ne resta \’imbrogliati\’, questo però non significa, che il fascismo, quello VERO che non si nasconde, ma opera alla luce del sole, non rappresenti TUTTI e TUTTE le varie \’espressioni\’ non propriamente \’fasciste\’, ma che nell\’alveo dell\’Idea Mussoliniana possono in un futuro partecipare nel costruire l\’Italia Fascista che i Veri fascisti vogliono….ovvero quelli del M.F.L. ……. pagandone logicamente il prezzo sotto ogni aspetto, sia personale che di gruppo esplicitamente fascista!
    Ave Gianfredo e grazie per le tue comunicazioni.
    Romanamente
    Mazzer Alberto – M.F.L. – Roma

  6. Gianfredo ha detto:

    Salve e complimenti per l\’ennesimo bell\’articolo però mi consenta delle obiezioni…Fini è un centrista per cui non rappresenta la destra, mentre Berlusconi rappresenta la destra liberale e sappiamo la destra ha sempre avuto varie correnti che poi la destra liberale non sia la mia destra come la sua è un conto ma io starei attento ad omologare la destra come se fosse solo liberale, perchè esiste la destra nazionale, la destra cattolica e la destra sociale vera ispiratrice del Fascismo e soprattutto della Rsi. Mentre dal 22 al 43 nel Fascismo ho vist destra sociale mista a destra nazionale, anche se ormai quella destra la vera destra non esiste più se non nel movimento sociale fiamma tricolore e forse nel nascente partito la destra ma comunque sono questi i veri partiti di destra no an o fi. Poi è chiaro che non si potrà più raggiungere la perfezione dell\’ideologia fascista ma qualcuno nei limiti del possibile fin dove questa dittatura o finta democrazia liberal-comunista, prova ad avvicinarsi.
    cordialmente.
    Angelo Fontanella

  7. Gianfredo ha detto:

    BELLO! Col tuo permesso lo pubblicheremmo (citando la fonte).Facci sapere.Denise Pasquazi

  8. Gianfredo ha detto:

    "Cara Excalibur",
    permettimi d\’intervenire, non certo per polemica, in un discorso che profondamente apprezzo e condivido, anzi personalmente propendo all\’azione. Qui però sorge il problema:
    "Come promuovi l\’inizio del -movimento- su base nazionale? In parole pedestri,con quali soldi? Da tempo cerco finanziatori per l\’Idea che ci accomuna, ma non succede mai nulla. E\’ inutile che illustro il perché!".
    Allora bisogna fermarsi? No!
    A mio avviso si devono creare piccole cerchie locali che tenute insieme da un sito internet del tipo, per capirci, di Indymedia, si confrontano in un\’ottica dialettica in attesa di creare consulte provinciali… poi si vedrà.
    Saluti alla "speranza"
    kiriosomega

  9. Gianfredo ha detto:

    Caro Ruggiero, mi solleciti ricordi che io desidero cancellare dalla mia memoria per quanta tristezza generano, purtroppo. Di documenti ne ho un archivio ben fornito, ma è un archivio polveroso che non desidero rimuovere sia per stanchezza e sia perchè mi duole il remember…Non per sfuggire alla consapevolezza di essere alla fine dell\’avventura terrena ma tanta, tanta rabbia. Appartengo alla generazione che ha vissuto la meravigliosa esaltante agonia del fascismo ma anche, ahimè, ai tradimenti continui del post-fascismo. Vivevo a Roma e facevo parte di quel gruppo di giovani reduci della RSI che montavano la guardia al nascente MSI…Un nascente ritorno alla RSI con il trinomio Italia Repubblica, Socializzazione. Si riviveva, tra noi, il clima della RSI, un sogno! Tutti contro Michelini, il capitalista in odore di massoneria, tifando per Almirante, un reduce della RSI che girava con le "toppe al culo", letteralmente. (Ma poi morirà milionario, un altro discorso). Bracci, Mieville, De Marsanich e tanti altri rivoluzionari di sinistra…Vicini a Stanis Ruinas, il "rosso di Salò", e altri nomi che mi  sfuggono. Destra? Cosa era? Poi pian piano, l\’arte malefica della politica apriva giornalmente delle brecce nell\’animo dei più deboli, anche economicamente poichè si doveva sopravvivere a tanta ma tanta miseria: una raccomandazione per un posto di lavoro, per un sussidio. insomma eravamo all\’arte di arrangiarsi… L\’abilità di Almirante è arcinota, aiutato, in un disegno concordato con la DC, per trasformare migliaia e migliaia di reduci della RSI ( e anche i tantissimi fascisti rimasti tali tra la popolazione) in cittadini integrati totalmente nel sistema….,E nel sistema entrò anche la destra: "MSI-Destra nazionale", a questo punto finì la mia militanza politica e di tanti altri repubblichini, dopo aver regalato ingenuamente al MSI  anni della mia gioventù
    con 14 entrate al carcere di Regina Coeli: manifestazioni non autorizzate…Ma certo che Mussolini si espresse in quei termini: anche se durante il ventennio dovette confrontarsi con i conservatori, capitalisti, monarchici ecc. fu e rimase socialista, come dimostrò poi nella RSI.
    Caro Ruggiero, scusa la brevità; l\’argomento meriterebbe non un tomo ma…oltre mezzo secolo di vergogne. Ciao e auguri per la tua(nostra) battaglia fatta di cose concrete e non di beceri rituali detraioli. Angelo 
    http://www.confederazioneculta.orgitalia-repubblica-socializzazione

  10. Gianfredo ha detto:

    Grazie per il vostro messaggio. Avevo perso la speranza che esistesse ancora qualcuno con la testa sulle spalle e la capacità di leggere i tempi in cui viviamo.
    Grazie davvero.
    Paolo Virgadamo

  11. Gianfredo ha detto:

    Attento Gianfredo!
    con idee simili, loro, che hanno in mano tutto il sistema d\’informazione, diranno che sei comunistanoglobalterroristablackbloceccecc, affibbiandoti una bella etichetta e mettendoti a tacere. In questo Paese e nel resto del mondo, è diventato terrorismo, persino protestare civilmente per i propri sacrosanti diritti. E il popolo , sublime materia, che fa? muove la coda, volta la testa e rivolge lo sguardo perso e bovino sul prossimo canale della TV, dove l\’ennesimo reality (tutto falso), mostra una realtà che in REALTA\’ (perdona l\’impiccio) non esiste! Cosa facciamo? Li costringiamo a spegnere la TV e ad accendere magari Internet? Ma se la TV gli ha spiegato che Internet è il posto dove si danno appuntamento i pedofili e tutti gli altri maiali del mondo terracqueo? Che tristezza….l\’unica fonte d\’informazione (e confusione) che potrebbe (attento al condizionale) essere libera, tacciata di pornografia. C\’\’è, lo sappiamo, ma lo è più della "pupa e il secchione"? O delle altre porcate dove si regala denaro al solo azzeccare il numero su un pacco? Io continuo a sgolarmi: SPEGNETE LA TV. ACCENDETE IL CERVELLO! Ma chi mi ascolta? Manco mia madre. Pure lei s\’è rincoglionita…..Quanto alla libertà, pure quella ci siamo fumati. MOOOLTO probabilmente, c\’è qualche simpatico agente (pure isso a da campà) che filtra le nostre e-mail di pericolosissimi sobillatori ed eversori.
    Peccato ci separino svariati Km. Sarebbe interessante incontrarci e chiacchierare un pò.
    Un abbraccio.
    Bob

  12. Gianfredo ha detto:

     L\’ articolo è bello e CONDIVISIBILE in pieno.Tuttavia, e detto inter nos, da parte di una persona che fa la campagna per la scheda bianca dal 1954, in ritardo.Noi non dobbiamo riproporci soluzioni corporative. le conosciamo. Noi dobiamo parlare di politica: come fare politica vera, grande, liberandoci dalle ZECCHE che il Sistema ci ha messo fra i coglioni da troppo tempo, ben conscio che il fascismo è pericoloso come alternativa sociale PIENA. Zecche sempre in azione per dare un\’immagine distorta se non di bassa delinquenza "estremistica" d\’ un intero ambiente.NOTATE bene: ogni volta che la crisi di questo sistema ne mette in luce IL VUOTO assassino, ritornano alla luce le zecche.Finora, a Roma, due storie di reciproche aggressioni. Ma siamo agli inizi.
    GV

  13. Gianfredo ha detto:

    Hai ragione, concordo in pieno con tutto.
    Io non ho molto tempo.
    Sento il dovere di lasciare un testimone intatto e veritiero.
    Grazie per la speranza nel futuro che possiamo prevedere attraverso uomini come te.
    Un forte abbraccio
    Francesco Fatica

  14. Gianfredo ha detto:

    Le rispondo brevissimamente,
    vedo che su tanti punti siamo d\’accordo e vogliamo bene entrambi a questo benedetto paese l\’italia.
    Nel mio modo di pensare liberale considero imprenditore e come lei dice capitalista l\’operaio che fà più di 8 ore, quindi pedala di più per bisogno per ambizione per arricchirsi, credo siano tutti comportamenti legittimi.
    Alla visione sua di stato sociale che non vede avversari ma competitor io vedrei lo stato della compassione che è un sentimento tanto bistrattato ma che cambia il mondo, perchè è l\’Amore che và in cerca di chi è nel dolore.
    Cari saluti
    un liberale berlusconiano convinto
    Tiziano Ghidini

  15. Gianfredo ha detto:

    Caro Gianfredo,
    sono lieto di sentirti dire che anche i fascisti hanno saputo imparare i valori della democrazia (parola abusatissima). Il problema, evidentemente, risiede nel mio cervello. Non ti nascondo che quel (SIAMO FASCISTI) m\’ha dato un tuffo al cuore, come suol dirsi. Colpa mia. Colpa mia e della mia provenienza sociale (operaia) che mi fa sentire la parola "fascista" come onomatopeicamente (\’mazza che parolona!) sgradevole. Devo imparare ad accettare la realtà: possono esistere dei fascisti (te lo giuro, mentre la scrivo, ho la sensazione di scrivere parolacce: non ti offendere, è un problema tutto mio….) che sanno cosa è il dialogo. E\’ evidente che nella mia inutile vita, ho incontrato solo quelli che vedevano nell\’altro, il nemico. E suscitavano la reazione uguale e contraria, ovviamente. Purtuppo, dopo quel lontano 25 Aprile, l\’Italia, non seppe fare i conti con se stessa: troppi morti, troppe esecuzioni sommarie e spietate, che accumunavano la semplice tesserata fascista, con il boia che aveva turturato e ucciso. Non si può risolverla in entrambi i casi con una palla nella nuca: troppo ingiusto per la seconda. Inoltre, bisogna dare al tutto, la parvenza di legalità. Un bel tribunale, un avvocato difensore, ecc ecc. Troppo odio accumulato nel ventennio precedente. Troppi cani sciolti. Troppi comunisti in mala fede. E te lo dico da comunista, se per te non è una parolaccia…..
    Vabbè, troppe chiacchiere e non ho il  tempo di continuare.
    un abbraccio.
    Roberto Romanella (Bob)

  16. Gianfredo ha detto:

    ….non vi conosco personalmente e non so come siete arrivati a me, ma vi ringrazio di cuore per gli articoli che mi inviate !
    Anna Maria

  17. Gianfredo ha detto:

    GrazieBella lettera

  18. Gianfredo ha detto:

    articolo ns uscito sul giornale del triveneto.Come vedi sfondi porte aperte…ma nel paese della mafia nulla si fa e nulla si farà.personalmente ho la possibilità di andare all\’estero creando una comunità.. e credo proprio che lo farò.
    Il mio vomito intellettuale è tale che devo per forza cambiare, la puzza di fogna è troppo forte.
    ciao
    Alessandro

  19. Gianfredo ha detto:

    Complimenti vivissimi caro Gianfredo,
    la tua analisi è assolutamente brillante e condivisibile.
    Spero possa aprire gli occhi ai "camerati" che ancora non hanno compreso.
    Purtroppo la quasi inefficacia della nostra azione e della nostra "area" deriva proprio dall\’incapacità di molti di indirizzare la propria azione politica verso il vero nemico. Come possiamo vincere la nostra battaglia se molti attaccano i mulini a vento ignorando il vero bersaglio?
    La voglia di sperare è ancora tanta, ed è alimentata anche dall\’esistenza di Excalibur e dalle parole del suo presidente.
     
    Cameratescamente,
     
    Gianfranco Tesauro
    MFL Lombardia.

  20. Gianfredo ha detto:

    Caro Gianfredo,sto per terminare un lavoro di revisione storica sul fascismo clandestino. Vorrei allegartene l\’introduzione di carattere più generale. Son 17 pagine, ma se ti interssano, le leggerai d\’un fiato.Mi piace molto quel che fai.Non posso non elogiarti. E ti auguro di vedere qualche risultato; ma anche conquistare un\’anima pura dandole un cervello pensante e non inquinato dalla "vulgata" è un risultato per cui val la pena di battersi.Buon lavoroFrancesco

  21. Gianfredo ha detto:

    Tutto questo per dirci che Berlusconi è un liberticida e affamatore del popolo, e che sarebbe meglio votare a sinistra?Suvvia !!!

  22. Gianfredo ha detto:

    Caro Ruggero,pur condividendo alcune delle tue osservazioni mi compiaccio per la tetragona idiosincrasia verso un consenso elettorale a favore della sinistra. Molto meglio la destra, che peraltro è molto piu seria e meno sciacvalla.CordialitàG.C.Fronzoni

  23. Gianfredo ha detto:

    In un dossier dimostro che le elezioni libere in italia non esistono, sono una illusione mediatica..http://www.italia.8m.com/salva/

  24. Gianfredo ha detto:

    salve, be ma Mussolini nel suo testamento scrisse di essere stato e di essere socialista, ma nel senso che l\’unico socialismo applicabile era il corporativismo una volta che tutte le profezie di marx erano state smentite. Ma a mio avviso il corporativismo non è socialismo anzi è l\’opposto appunto perchè mentre il socialismo è per la lotta di classe, il corporativismo è per la collaborazione di classe. Concordo sul fatto che il fascismo era un regime totalitario avviato a una forma di democrazia corporativa, anche se comunque dice bene fu una cosa solo teorizzata perchè in parlamento sedevano le camicie nere. Io non sono a favore del capitalismo come lei penso si debba dare rappresentanza alle categorie produttive ma oggi non penso sia fattibile perchè chi svolge una professione ha poco tempo per sedersi in parlamento, per cui penso che ci debbano essere dei rappresentanti delle categorie produttive iscritti a partiti che si occupino solo della rappresentanza delle categorie, anche perchè se così non fosse a cosa servirebbero i militanti di partito quelli buoni che darebbero tutto per le loro idee? Lo stesso Fascismo dava molta importanza alla militanza e all\’inquadramento… Poi è chiaro che esistendo solo il Fascismo in Italia non poteva definirsi ne di destra nè di sinistra,ma prima del 25 ebbe collocazione all\’estrema destra, come i Fascismi che nacquero in tutta Europa e lo stesso Msi. Per cui è chiaro che oggi chi è fascista si definisce di destra appunto per contrapporsi al comunismo che tanto male ha fatto a noi e all\’Italia e non solo.. E io stesso per questo mi definisco di destra e neofascista, ma di una destra social-nazionale no liberal-democratica..
    cordiali saluti
    —– Messaggio originale —–Da: EXCALIBUR <excaliburitalia@libero.it>A: Angelo FONTANELLA <angelofonta@yahoo.it>Inviato: Sabato 21 luglio 2007, 16:28:14Oggetto: Re: Il pericolo viene da destra

    Mio caro Angelo,
    nel suo ultimo discorso, se non mi sbaglio al Lirico di Milano, Mussolini, nel presentare la costituzione della Rsi e la legge sulla socializazione delle Imprese, ebbe a dire: "in un regime democratico noi saremmo definiti di sinistra". E\’ questo il punto, in un sistema parlamentare basato sui partiti la divisione tra centro, destra e sinistra è ovvia, ma il fascismo non fu un regime democratico parlamentale, fu un regime totalitario avviato verso una forma di democrazia di tipo corporativo, basato non sulla rappresentanza dei partiti ma sulla rappresentanza delle categorie che rispecchiano la società civile. Dal \’25 in poi sciolto il parlamento e messi al bando i partiti di destra e sinistra non si parlò più
    Che poi il corporativismo fu solo teorizzato e mai applicato (la legge costitutiva è del \’39) e, di conseguenza, il fascismo rimase un sistema totalitario è un altro discorso.
    Se tu credi nel capitalismo e nella democrazia parlamentare con qualche spruzzatina di sociale (il cosiddetto capitalismo compassionevole) allora fai bene a considerarti di destra, se in invece, come noi, consideri l\’esperienza capitalista e democratico-parlamentare fallimentare e auspichi un sistema, sempre democratico ma di tipo diretto, allora definirsi di destra non ha senso.
    Nel sistema che noi prefiguriamo e che definiamo "democrazia diretta" la competizione tra partiti è sostituita dalla collaborazione tra categorie.
    All\’interno di ogni categoria, categorie che già esistono (le cosiddette parti sociali: lavoratrori, imprenditori, insegnanti, professionisti, pensionati, esponenti della cultura e delle scienze, ecc.) tramite il sistema delle elezioni primarie si eleggono i rappresentanti che siederanno in Parlamento. Parlamento che sarà lo specchio della società civile e del popolo e luogo deputato a discutere e a risolvere i problemi nell\’interese supremo della Patria.
    Con la socializzazione infine si andrà a scardinare il sistema capitalistà introducedo al posto del  principio del libero mercato il principio dell\’interesse nazionale (niente più immigrazione, niente più delocalizzazioni e niente più importazione di prodotti in concorrenza con le nostre aziende). Non è un caso che all\’indomani della caduta del fascismo il primo atto del nuovo governo resistenziale datato 25 aprile 1945 fu la cancellazione della legge sulla socializazione delle imprese. Questo atto fu fortemente voluto dall\’America e pienamente condiviso da tutti i partiti, perchè avrebbe fatto saltare in un sol colpo capitalismo e comunismo.
    In questa ottica rivoluzionaria le parole destra, sinistra e centro scompaiono perchè cessano di esistere i partiti, sostituiti dalle categorie che, lo ripeto, sono lo specchio fedele della società e del popolo e con la socializzazione salta il capitalismo e ritorna  il principio dell\’autosufficenza e del libero scambio (esporto ciò in cui eccello e importo ciò che mi manca) al posto della globalizazione e del libero mercato.
    Alla prossima.
    Gianfredo
     

  25. Gianfredo ha detto:

    Condivido in pieno!!Non siete altro che dei comunisti travestiti.

  26. Gianfredo ha detto:

    caro Gianfredo
    ti ringrazio per la provocazione che accolgo con ironia così come accolgo – con condivisione – il tuo pezzo.
    del resto, chi ti scrive è da sempre Evoliano quindi è quella destra, gerarchica e protesa verso l\’ascesi, quella in cui credo.
    mai stato conservatore, nè il fatto che alcuni di quelli che mi affiancano lo siano è sufficiente a caratterizzare tutto il partito.
    partendo dalla ulteriore considerazione che ritengo i partiti politici – tutti – meri contenitori, di cui fare un uso che sia il meno personale possibile e il più strumentale possibile
     
    Ti saluto. Salvo

  27. Gianfredo ha detto:

    Siamo in fase costituente, il nome potrebbe mutare anche se, personalmente, penso che questo sia il meno artificiale e il più diretto.
    La Destra dovrà avere la capacità di ascoltare e rappresentare empiricamente la gente. L\’Italia ha bisogno di movimenti politici e non di partiti politici.
    Ho letto con interesse il tuo articolo, rimaniamo in contatto perchè il confronto è una delle poche cose che migliorano l\’uomo e il suo essere sociale.
    cordialmente,
    michele di cristo

  28. simone.org ha detto:

    Vivi complimenti per le posizioni di Excalibur.
    Personalmente, qui a Bergamo, stiamo costruendo un movimento simile al vostro. Credo che per noi amanti della terra e del localismo questa sia la soluzione migliore: dare il vita a iniziative locali e che tali devono rimanere per non staccarsi troppo dalla gente; allo stesso tempo confrontarsi e magari federarsi per scambiare idee e rendere la propria azione più organica a livello nazionale.
    Ci faremo vivi al tempo opportuno, buon lavoro!
    Cologno in Azione

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