Non fu pulizia etnica.

 

FOIBE

…e alla fine la colpa fu del Duce

La vicenda delle Foibe viene presentata da destra come un caso di polizia etnica a danno della comunità italiana e da sinistra come ritorsione verso l’italianità imposta da Mussolini.

Sbagliano entrambi perché non fu pulizia etnica bensì pulizia ideologica; non fu ritorsione, ma semplice eliminazione di potenziali nemici.  I partigiani di Tito, infatti, non agivano a  casaccio, non colpivano gli italiani in quanto tali rastrellandoli per strada alla maniera bosniaca, se fosse stato così le vittime sarebbero state infinitamente di più, sarebbe stato un vero bagno di sangue. I miliziani comunisti operavano, invece, in maniera estremamente selettiva, sulla base di elenchi con nomi, cognomi e indirizzi – le famigerate liste di proscrizione – alla cui compilazione contribuirono in maniera diligente i comunisti nostrani.

E chi erano queste persone che nottetempo venivano prelevate dalle loro case, legate tra loro e gettate vive nelle cavità carsiche? Erano italiani qualunque? No, erano italiani che appartenevano ad una categoria ben precisa. Erano – per dirla con una direttiva delle stesso Maresciallo Tito – fascisti o presunti tali.

Il motivo di tanto accanimento è abbastanza semplice da comprendere: nell’ottica dell’annessione di quelle terre alla Jugoslavia comunista i fascisti, e tutti coloro che in qualche modo erano legati allo Stato italiano, avrebbero potuto, in quanto irriducibilmente anticomunisti, costituire un problema  per il nascente stato marxista per cui andavano eliminati…alla maniera comunista.

Naturalmente nella concitazione e nel clima di generale impunità che si andò a creare nelle Foibe ci finì di tutto: prelati, borghesi e perfino qualche partigiano italiano che ebbe un sussulto di amor di Patria e tentò di opporsi all’annessione di quelle terre alla Jugoslavia.

Un altro aspetto che viene volutamente ignorato riguarda la difesa di quelle terre dalle bande partigiane. Quel lembo di terra italiana fu strenuamente difeso da due reparti dell’esercito italiano: i bersaglieri del battaglione Mussolini e i marò della Decima Mas. Non riteniamo giusto moralmente e onesto storicamente che il sacrificio di questi giovani che furono tutti massacrati per difendere le nostre terre non venga riconosciuto nei libri di storia e nelle celebrazioni ufficiali.

Riteniamo risibile, infine, la giustificazione che la sinistra tenta di dare a quella orrenda carneficina, ossia la tesi della ritorsione della minoranza slava all’italianità voluta da Mussolini, quando invece l’unica imposizione del governo fascista fu l’uso dell’italiano. Se invece voglia discutere delle atrocità commesse da ambo le parti sul finire della guerra è utile, prima di aprire il dibattito, leggersi i libri di Giampaolo Pansa, Giorgio Pisanò e Lodovico Ellena sull’altra faccia della resistenza, quella meno nobile.

Dei crimini dei vinti sappiamo tutto, ma cosa sappiamo delle nefandezze dei vincitori?

Artorius

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storia negata. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Non fu pulizia etnica.

  1. White Blue ha detto:

    Era da un pò che non commentavo! Ma i vostri articoli sono interessanti come sempre! Beh, il ribaltamento della realtà è tipico tanto dell\’intera sinistra nostrana, quanto di certa destra. Insomma, nessuna novità, ma un ennesimo tentativo di nascondere la verità! Saluti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...