IMMIGRAZIONE

 


STATO SOCIALE,  IMMIGRAZIONE E CIVILTA’

di Gianfredo Ruggiero


 

Un vero Stato Sociale, come quello che noi auspichiamo, deve avere come obiettivo il benessere e la prosperità del suo popolo, assicurando un lavoro dignitoso a tutti i suoi figli, anche ai meno dotati e ai meno volenterosi, prima di prendere in considerazione una seppur minima immigrazione.

Se questo non avviene è perché l’immigrazione di massa è vista con favore dalla sinistra, per annacquare la nostra identità, dalla destra per favorire gli industriali e dalla Chiesa per un mal compreso senso di carità cristiana.

Ciò premesso, se una Nazione che si ritiene civile, come l’Italia, decide di aprirsi all’immigrazione lo deve fare con umanità, considerando le sofferenze e le privazioni subite da questi uomini, donne e bambini e rispettando, nei limiti delle nostre leggi, i loro usi e costumi (velo compreso), le loro tradizioni e anche la loro fede religiosa. Integrazione non deve essere sinonimo di omologazione.

Per una parte d’opinione pubblica, quella che politicamente si riconosce nella Lega e nel centrodestra, gli immigrati vanno bene quando lavorano in nero, sfruttati e sottopagati, quando per un posto letto in un tugurio pagano affitti esorbitanti al padrone bianco, quando per pochi soldi puliscono il sedere alla vecchia inferma; non vanno bene quando, è quello che succede a Gallarate, chiedono un luogo dove pregare. In questo caso sono vessati e ostacolati in tutti modi, fino a protestare se un Parroco di quartiere concede loro uno spazio sotto un tendone con il pretesto della mancata reciprocità con i paesi di provenienza, come se le limitazione poste ai cristiani in quelle regioni fosse colpa loro.

Questo atteggiamento utilitaristico e vagamente razzista, non deve stupire: è tipico delle società a capitalismo avanzato dove in primo piano è posto il “cittadino” d’illuministica memoria con i suoi interessi personali ed egoistici, assecondati da uno Stato sempre e comunque al servizio dell’economica.

Io, al contrario, credo nello Stato sociale e nazionale e al centro pongo la comunità, il popolo, la nazione.

Sono geloso e orgoglioso delle nostre tradizioni, identità e cultura millenaria che possono essere preservati solo ponendo un freno all’immigrazione e rivalutando il lavoro degli italiani. Ma se immigrazione deve essere, perché le convenienze dei singoli e la regola del libero mercato prevalgono, che sia almeno rispettosa della dignità umana.

Gianfredo Ruggiero

(presidente Circolo Excalibur – Varese)

 

 

 

 

 

 

 

 

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