CONVEGNO MALPENSA

 

 MALPENSA, il grande inganno

Gli aspetti politici e sociale della questione Malpensa

 Di Gianfredo Ruggiero

 

Intervento al convegno "UNA MALPENSA…2000 PROBLEMI"

 

In questa mia breve trattazione affronterò gli aspetti politici e sociali della questione Malpensa e vi dimostrerò come la grande Malpensa, attorno alla quale sono state generate grandi aspettative, altro non è che un… grande inganno.

Innanzi tutto una precisazione: la nostra opposizione a Malpensa non è di natura preconcetta: non siamo contro gli aeroplani e non auspichiamo un ritorno al calesse. Siamo contro le devastazioni ambientali perpetrate in nome di un presunto progresso.

Non accettiamo il principio del cosiddetto “prezzo da pagare”. Il progresso o rispetta la natura, la qualità della vita e la dignità del lavoro o è solo speculazione più o meno mascherata.

Il problema non sono le infrastrutture, strade, ferrovie e aeroporti, che se necessarie vanno fatte, il problema è come sono realizzate e quali sono le vere finalità (spesso inconfessabile).

I sostenitori e, soprattutto, i beneficiari della grande Malpensa affermano che il nuovo aeroporto è indispensabile per la ripresa economica del nostro Paese, per rilanciare l’occupazione e che la terza pista farà diminuirà inquinamento e disagi: niente di più falso.

A ciò si aggiunge un’opinione pubblica drogata convinta che Malpensa ci farà tutti ricchi.

·         Quarant’anni fa Malpensa fu concepita per favorire le nostre esportazioni, adesso Malpensa si sta strutturando per agevolare le importazioni. Basta farsi un giretto attorno all’aeroporto per avere la conferma, per rendersi conto che nei capannoni e centri logistici che stanno sorgendo come funghi vi sono stoccati quasi esclusivamente materiali di importazione, con buona pace di chi – leghisti in testa – sbraita ad ogni piè sospinto contro l’invasione dei prodotti cinesi, salvo poi costruirvi un aeroporto su misura.

·         Malpensa porta lavoro: è vero, ma quale lavoro e a quali condizioni i sostenitori di Malpensa non lo dicono. A parte i lavori impiegatizi, riservati agli italiani molti dei quali trasferiti da Linate, gran parte delle attività che impiegano mano d’opera quali pulizia, magazzinaggio, trasporti, catering, scarico bagagli, ecc. sono appaltate a pseudo cooperative le quali utilizzano quasi esclusivamente mano d’opera extracomunitaria, perché solo gli immigrati, che stanno peggio di noi, sono disposti ad accettare condizioni di lavoro al limite, spesso superato, dello sfruttamento. Condizioni di lavoro che non esito a definire indegne per un Paese che si ritiene civile.

·         Malpensa porta benessere. A chi, ai lonatesi e a tutti coloro che ne subiscono i disagi? No, i benefici finiscono nei bilanci della SEA, delle multinazionali come l’olandese Avioport e la catena Jolly Hotel e ai quei quattro imprenditori locali che hanno fatto man bassa di terreni nel pieno del Parco del Ticino per costruirvi di tutto: grandi alberghi, mega parcheggi, centri logistici e gli immancabili centri commerciali. Questo grazie al Piano d’Area Malpensa, una legge fortemente voluta dalla Regione Lombardia (e condivisa dall’opposizione di centrosinistra), che ha permesso agli speculatori di ogni sorta di aggirare tutti i vincoli ambientali del Parco del Ticino con il bene placido dei Comuni del sedime aeroportuale (che ne beneficiano grazie gli oneri di urbanizzazione: più alberghi più denari nelle casse comunali).

·         La terza pista porterà più aerei sulle nostre teste, maggior inquinamento e distruggerà completamente l’area del Gaggio, ultimo lembo di brughiera e polmone verde di Lonate.

Da lonatese a questo punto mi domando per quale motivo dovrei accettare un’ulteriore devastazione ambientale, la delocalizzazione di Tornavento ed il peggioramento della qualità della vita se neanche i benefici economici e occupazionali rimangono sul territorio? Chiedetelo ai commercianti lonatesi, che sono il termometro dell’economia locale, e avrete la conferma che Malpensa altro non è che un… grande inganno.

Gianfredo Ruggiero, Presidente Excalibur

 

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