RAZZISMO ALIMENTARE

Per porre fine ai maltrattamenti su alcune specie di animali come cani, gatti o cavalli siamo, giustamente, pronti a mobilitarci, a raccogliere firme su internet e a scrive lettere di sdegno ai quotidiani.

Il  nostro cuore si riempie di rabbia quando vediamo in TV  le raccapriccianti immagini delle galline ovaiole costrette in spazi angusti, nella sporcizia e con gli arti atrofizzati o quando ci sbattono davanti agli occhi le sequenze dei cagnolini importati illegalmente dall’est europeo in camion asfittici, senza cibo e acqua.

Davanti a tanta crudeltà un moto di rabbia ci assale e il nostro smisurato amore verso gli animali si manifesta con tutta la sua forza.

Quando però, quando altre specie o razze di animali sono allevate in condizioni altrettanto raccapriccianti e ancora in tenera età sono portate al macello per essere letteralmente scannane per poi finire sulle nostre tavole, il nostro incommensurabile amore verso gli animali improvvisamente scompare.

Micini e cagnolini ci riempiono di gioia, maialini, coniglietti e pesciolini ci riempiono…la pancia.

Se questa non è ipocrisia è perlomeno… razzismo alimentare.

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