IMMIGRATI E PROFUGHI

ABBIAMO IL DOVERE DI ACCOGLIERLI

….però

Abbiamo il dovere di accoglierli perché lo sconquasso in quei paesi lo abbiamo causato noi occidentali fomentando, finanziando e sostenendo militarmente quelle rivolte, chiamate eufemisticamente “primavere arabe”, che hanno gettato nel caos e nella guerra civile nazioni una volta stabili.

Chi ha voluto la morte di Gheddafi in Libia, chi ha impiccato Saddam Hussein in Iraq? Chi sta tentando di rovesciare Assad in Siria? Chi ha creato e armato l’ISIS?

Siamo noi occidentali gli unici responsabili di tanta morte e distruzione. Responsabili per non esserci opposti, anzi di aver sostenuto, da bravi e docili “alleati”, la pretesa tutta americana di dominio del mondo intero.

In più si aggiunge il cinismo. Aspettiamo che si mettano in mare su barconi malconci e stracolmi e dopo, solo dopo che si compie l’ennesima tragedia del mare, la nostra marina accorre a salvarli. A questo punto non sarebbe più logico e umano andare a prenderli direttamente sulle spiagge, invece di versare lacrime e stracciarsi le vesti in televisione come fanno i nostri politici e governanti a tragedia avvenuta?

Detto questo, veniamo alla questione in oggetto.

Anche noi siamo stati un popolo di migranti, affermano i buonisti. E’ vero, c’è però una differenza sostanziale: gli italiani andavano in paesi dove c’era bisogno di mano d’opera. I nostri nonni approdavano in nazione dove, a differenza dell’Italia di oggi, non c’era il 40% di disoccupazione giovanile. Per cui non sottraevano il lavoro a nessuno. E non mi si venga a dire che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani rifiutano, quando in realtà gli extracomunitari sono preferiti agli italiani in tutti i settori della nostra economia per il semplice fatto che accettano di farsi sfruttare.  Come al sud, dove per la raccolta dei pomodori e degli agrumi per le multinazionali del settore alimentare lavorano 10/12 ore al giorno sotto il sole cocente di luglio per poche decine di euro, per giunta in nero. O come nei cantieri edili del nord dove in passato lavoravano bergamaschi e meridionali e ora solo extracomunitari.

Strettamente legata all’immigrazione c’è poi la questione dell’integrazione. Cosa significa integrazione? Significa stimolarli ad accettare il nostro stile di vita? Convincere la donna musulmana ad abbandonare il Burga per mettersi la minigonna o spingere il giovane a bere alcolici?

No, integrazione tradotto in termini pratici significa, soprattutto, dare agli immigrati un lavoro e trovargli una casa… e chi glielo spiega al nostro disoccupato che si rabbatta, al nostro pensionato che sopravvive con una pensione da fame, alla famiglia sfrattata perché non riesce a pagare l’affitto che gli immigrati vengono prima di loro… non è riuscito Mussolini a farci diventare razzisti, ci stanno riuscendo Renzi e compagni. E per compagni intendo anche il Papa che, oltre tutto, non si rende conto che gli immigrati una religione già ce l’hanno…e non è quella cattolica.

Non vorrei che tutta questo interesse della Chiesa verso gli immigrati avesse motivazioni economiche legate all’enorme business dell’accoglienza, gestito anche dalle associazione cattoliche (vedi lo scandalo di Roma capitale).

Veniamo ora alla questione profughi. Questi giovanotti, dico giovanotti in quanto sono in massima parte giovani e in ottimo stato di salute, fuggono dalla guerra. A parte il fatto che la guerra è principalmente in Siria e nei paesi arabi mentre questi sono tutti neri, mi piacerebbe sapere dove hanno trovato i mille, duemila e tremila dollari per pagare gli scafisti? Un mistero su cui i paladini degli immigrati tacciono.

Questi giovani fuggono dagli orrori della guerra, dicevamo. E’ vero, ma abbandonano al loro destino quelli che restano. Anche l’Italia ha conosciuto gli orrori della guerra. Anzi di due guerre che si sono combattute contemporaneamente, una mondiale tra eserciti e una civile tra italiani, con bombardamenti, violenza, fame e privazioni. Solo che i nostri giovani non sono scappati in Svizzera o in paesi neutrali come Spagna, Portogallo, Svezia e Irlanda per salvarsi la pelle, sono rimasti a combattere, chi con la camicia nera e chi con il fazzoletto rosso, ma sono rimasti a lottare per la propria patria, la loro terra, per i propri fratelli. Questi qui invece…e dobbiamo pure mantenerli.

Gianfredo Ruggiero

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2 risposte a IMMIGRATI E PROFUGHI

  1. Giuliano Ginepri ha detto:

    Come ha detto anche Salvini, su 130.000 sbarcati solo 2500 hanno ottenuto asilo politico perché ne avevano diritto. Tutti gli altri sono immigrati economici. Tornassero a casa loro, invece di ciondolare per le città chiedendo l’obolo. L’America non è qui!

  2. paolo ha detto:

    bell’articolo che dice la verità, è tutto un business…

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