ELOGIO DEL RUBINETTO

ELOGIO DEL RUBINETTO

di Gianfredo Ruggiero

Fino a qualche decennio fa si beveva l’acqua del rubinetto poi, non si sa bene come, è incominciata a diffondersi l’idea che l’acqua di casa fosse poco sicura o, addirittura, non potabile. E da allora, spinti dalla pubblicità martellante che millanta presunte proprietà terapeutiche, tutti a riempire il carrello del supermercato con confezioni di acqua cosiddetta ”minerale”.

Se ci domandiamo cosa ha in più l’acqua in bottiglia rispetto all’acqua del rubinetto la risposta è: nulla, assolutamente nulla. Solo il costo.

Anzi, dal punto di vista igienico, l’acqua che giunge nelle nostre case è molto più sicura dell’acqua confezionata in quanto costantemente controllata dai laboratori chimici dell’Asl e disinfettata da piccole quantità di cloro. L’acqua del supermercato invece, non essendo sotto vuoto ed essendo stata imbottigliata in ambiente non sterili, contiene quei batteri e microorganismi presenti nell’aria che quando le bottiglie sono stoccate in estate sotto il sole, si moltiplicano rendendo l’acqua “della salute”  stagnante e tutt’altro che salutare.

A differenza dell’acqua di montagna, che altro non è che acqua piovana la quale scorrendo in superfice è resa minerale dall’abrasione delle rocce, l’acqua delle falde acquifere diventa pura grazie all’azione filtrante del terreno che l’arricchisce di quei sali minerali indispensabili per il nostro organismo.

Senza alcun ritegno e ritenendoci tutti degli sciocchi, una nota casa distributrice si è inventata l’acqua “povera di sodio”: In pratica acqua distillata (quella che usiamo per il ferro da stiro).

A parte il fatto che demonizzare il sodio naturale è da criminali in quanto indispensabile per i normali processi fisiologici del nostro organismo(1), privare un litro di acqua naturale di quei pochi microgrammi di sodio è come togliere un granello di sabbia da una spiaggia. Qualunque alimento assumiamo, sia esso di origine vegetale o animale, contiene sali minerali tra cui sodio.

Il sale di cucina che rende saporiti i nostri piatti altro non è che Cloruro di… Sodio (NaCl) che scomposto libera Cloro e, perlappunto, Sodio. Che senso ha bere acqua povera di sodio quando qualunque alimento assumiamo ne contiene, in proporzione,  a tonnellate?

Se vogliamo gustare un’ottima e sicura acqua frizzante basta un semplice gasatore, un apparecchietto da tenere in cucina che introduce nella bottiglia di acqua del rubinetto la quantità desiderata di bollicine. Eviteremmo anche la seccatura di smaltire le bottiglie di plastica.

Non facciamoci abbindolare dalla pubblicità e affidiamoci alla natura che sa come mantenerci in salute.

Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur

 Nota

  • Il sodio riveste un ruolo fondamentale nel nostro organismo. Per esempio lo troviamo nei processi di trasmissione elettrica del sistema nervoso, nelle strutture cellulari, insieme al potassio regola il bilancio idro-salino dell’organismo, è presente nelle ossa, nei denti, nella cartilagine. Non a caso alle persone debilitate in ospedale si somministra la cosiddetta soluzione fisiologica costituita da acqua e sale. Chiaramente, come per tutto ciò che ingeriamo, un suo eccesso o una sua carenza provoca effetti negativi.
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4 risposte a ELOGIO DEL RUBINETTO

  1. gianni porzi ha detto:

    Le faccio notare la sciocchezza più eclatante. Il cloruro di sodio (NaCl) è un sale cristallino “ionico”, cioè quando viene sciolto in acqua non libera Na e Cl, ma libera gli ioni Na+ e Cl- che vengono solvatati dalle molecole di acqua. Na è il sodio atomo e così pure Cl è cloro atomo; entrambe le specie sono molto reattive, infatti il Na buttato in acqua produce una reazione molto violenta trasformandosi in sodio idrossido, commercialmente denominato soda caustica, (NaOH) e liberando l’idrogeno allo stato gassoso. Il Cl (o meglio la molecola Cl2) in acqua si trasforma in acido cloridrico (HCl) e acido ipocloroso (HClO).

  2. Faccia meno il saccente.
    All’università ho studiato chimica farmaceutica e per diversi anni ho insegnato chimica e biologia alle superiori e so benissimo che il cloruro di sodio in soluzione acquosa libera i rispettivi ioni che essendo altamente reattivi si riaggregano immediatamente per formare idrossido di sodio e cloro molecolare. Quello che ho scritto non è un trattato di chimica, ma un articolo di attualità, per cui la sua puntualizzazione è completamente fuori luogo.
    Gianfredo Ruggiero

  3. gianni ha detto:

    Con la sua nota dell’8 febbraio, che leggo casualmente solo ora, ha confermato la sua ignoranza in chimica. Gli ioni sodio e cloro in acqua sono stabilissimi e non si riaggregano, ma rimangono solvatati dalle molecole di acqua che essendo un solvente dipolare è in grado di solvatare sia ioni positivi che ioni negativi.

  4. se vuole sfoggiare la sua erudizione non è questa la sede.
    rg

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