…E VENNE VALLE GIULIA

Destra e sinistra uniti contro il sistema

Un episodio che rappresenta al meglio il clima giovanile del ’68, fatto di entusiasmi e sincera voglia di cambiamento, riguarda la vicenda “Valle Giulia”.

All’università della Sapienza di Roma negli anni 1967/68,  studenti di destra e di sinistra seppero convivere e fare politica senza quelle divisioni e antagonismi violenti che si svilupparono negli anni successivi, nei cosiddetti anni di piombo.

Questi giovani, sinceramente animati da una comune tensione rivoluzionaria tentarono, in maniera naturale e spontanea e per nulla preordinata, di realizzare quell’unità generazionale, fuori dagli schemi dei partiti e della politica tradizionale, che avrebbe potuto mandare in crisi il sistema borghese.

«Noi ce ne stavamo a Legge, loro a Lettere. Quando calava la sera, scoccava l’ora delle partitelle di calcio: rossi contro neri.

Lettere era piena di bandiere rosse, a Legge invece un fascio repubblicano […] sovrastava l’ingresso della facoltà…

Alle assemblee oceaniche di Lettere, indette nel nome di Castro, Ho Chi Minh, noi rispondevamo con affollate assemblee dove si discutevano i temi del fascismo, dell’Europa, della rivoluzione». A.Tilgher

Per la destra universitaria fu un laboratorio di idee senza precedenti, dove trovarono spazio alchimie ideologiche e tesi eretiche che fecero gridare allo scandalo la destra benpensante, come la rivisitazione del mito di Che Guevara, il rivoluzionario sudamericano o di Marcuse, il guru della beat generation o, riguardo la guerra in Vietnam, la simpatia espressa nei confronti dei Vietcong impegnati in una lotta di liberazione nazionale contro l’ingerenza americana. Rielaborazioni che si affiancava a nuove forme di espressione politica come la rappresentazione teatrale delle opere di  Céline e Drieu La Rochelle, gli scrittore francesi che durante la seconda guerra aderirono al governo filo tedesco di Vichy.

Senza grosse difficoltà questi giovani seppero superare l’anacronistico antifascismo e lo strumentale anticomunismo per la comune lotta al sistema (“non destra contro sinistra, ma destra e sinistra uniti contro il sistema”. Avrebbe potuto essere un slogan efficace).

“Nazi-maoisti”. Cosi i camerati furono beffardamente definiti dalla stampa amica del MSI, mentre i compagni venivano apertamente osteggiati dal PCI che temeva di perdere il controllo sul nascente movimento studentesco.

Protagonisti di questa sorprendente avventura fu soprattutto il “FUAN-Caravella”, la sezione romana degli universitari missini, in seguito sciolta per volere di Almirante.

Questo sodalizio tra destra rivoluzionaria e sinistra extraparlamentare si consolidò durante gli scontri di Valle Giulia.

Il primo marzo del 1968 i giovani di Avanguardia Nazionale guidati da Stefano Delle Chiaie, di Primula Goliardica e del FUAN Caravelle si unirono ai compagni per impedire lo sgombero della Facoltà di Architettura di Via Valle Giulia occupata dalla sinistra.

Per la prima volta, studenti di destra e di sinistra, camerati e compagni, si ritrovarono fianco a fianco contro i celerini per difendere il loro diritto a contestare. E battaglia fu, con feriti, arresti, auto in fiamme e barricate.

Al termine degli scontri, Avanguardia Nazionale e FUAN occuparono la facoltà di Giurisprudenza, mentre gli studenti di sinistra occuparono Lettere.

A porre fine a questa alleanza trasversale ci pensò da destra Almirante, che mandò i “volontari nazionali” a scontrarsi con i camerati del FUAN per porre fine all’occupazione e, da sinistra, il Partito comunista che prese il controllo sul movimento studentesco dopo la fuoriuscita della componente neofascista.

Grazie all’intervento congiunto della destra in doppio petto e della sinistra di partito, l’ordine fu ristabilito e il potere democristiano rafforzato.

Fine di una radiosa giornata di primavera.

Gianfredo Ruggiero, Circolo Culturale Excalibur

valle-giulia

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2 risposte a …E VENNE VALLE GIULIA

  1. Antonio Vila ha detto:

    Spiace constatare che di quei giovani pionieri anti-sistema neppure uno sia rimasto sulle barricate a difesa di quegli ideali. Non so quanti si siano perfettamente integrati, ma la voce del dissenso costruttivo da destra e da sinistra non si sente. Su oltre tre milioni di abitanti, Roma non riesce ad esprimere una personalità capace di governarla e di eliminare inefficienze e sprechi emblematici. Sistema vince sessantotto per cappotto tecnico all’inizio di ogni ripresa. Proposta: se in democrazia è necessario delegare, è doveroso tallonare, denunciare e fare proposte, non sterili lamentele.

  2. degrel0 ha detto:

    Ancora con questa favola di Valle Giulia? Fu una scaramuccia con i rossi a prevalere e i nostri rintanati come topi.Ho 70 anni e ricordo molto bene quel fatto :i rossi combattevano e i nostri leggevano.Questa è la triste storia.

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