RAZZISMO E STUPIDITA’

RAZZISMO E STUPIDITÀ

Di Gianfredo Ruggiero

Un esempio di come perfino la comunità scientifica si stia allineando al pensiero unico dominante, riguarda la tesi secondo cui le razze non esistono. Nella pia illusione che negandone l’esistenza si possa contribuire a combattere il razzismo.

L’unico risultato che si ottiene, mettendo sullo stesso piano scienza e morale, è quello di creare una grande confusione.

Le razze sono una classificazione biologica (tassonomica), nata ad opera del naturalista svedese Linneo che suddivide il genere umano in quattro grandi gruppi sulla base delle caratteristiche somatiche derivanti dalle aree geografiche di origine, poi perfezionata con la scoperta dei meccanismi dell’ereditarietà di Mendel.

L’analisi del codice genetico ha messo in evidenza che solo l’1% del DNA è il responsabile della differenza tra esseri umani (colore della pelle, capelli, taglio degli occhi, gruppo sanguigno, altezza, ecc.).

La classificazione razziale ha valore esclusivamente in campo scientifico ed è usata in medicina per lo studio delle malattie genetiche, in quanto certe patologie si sviluppano maggiormente in determinati gruppi etnici.

Ad esempio l’anemia falciforme è frequente nelle popolazioni mediterranee e mediorientali, mentre è rarissima nelle razze caucasiche.

In America vi sono ricercatori come la dottoressa Sally Satel, psichiatra e docente all’Università di Yale, che ammettono di svolgere “medicina razziale” per migliorare l’iter diagnostico e il trattamento medico dei pazienti.

Possiamo chiamarle come vogliamo: razze, etnie, specie, tipi, ma le differenze somatiche e genetiche esistono e non si possono negare. Solo chi è accecato dall’odio ideologico non vede che un bianco e diverso da un nero e un cinese da un indiano o che l’indole sociale, calorosa ed espansiva, di un mediterraneo e ben diversa dal comportamento riservato e quasi burbero di un tedesco o dell’aplomb di un inglese. Ovviamente, questo non significa che uno sia meglio o superiore dell’altro.

Non si comprende, inoltre, per quale motivo la suddivisione in razze debba valere per tutti i mammiferi, ma non per l’uomo, come se noi umani fossimo un’entità sovrannaturale, sganciata dal regno animale.

Non possiamo escludere che in futuro, stante il processo di omologazione in corso, si giunga a una sola razza come risultato delle immigrazioni di massa che porterebbe a un rimescolamento genetico. Per questo ne riparleremo fra una decina di generazioni.

Se la razza è scienza, il razzismo è ideologia. Negare questa semplice distinzione per non turbare i sonni dei fanatici egualitaristi è pura demagogia.

Razzista è il pensiero, non il DNA.

Gianfredo Ruggiero

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