LA CHIESA NELLA STORIA

In distribuzione l’ultimo libro di Gianfredo Ruggiero

LA CHIESA NELLA STORIA

Come la Chiesa ha cambiato i destini del mondo

La croce è oggi un simbolo di pace, ma in passato è stato per molti un simbolo di morte.

Dopo Costantino, la Chiesa ha varcato il confine della fede per assumere un ruolo prettamente politico. Condizionante prima e predominante poi, fino a diventare un’ideologia: l’ideologia cristiana.

In questo libro sono ripercorse le tappe della sua storia che ci portano a comprendere come la Chiesa cristiana, grazie alla fede sincera dei suoi devoti e al fanatismo dei suoi seguaci, dopo aver contribuito alla caduta di Roma, sia riuscita a imporsi come potere politico e a trasformare l’Europa medioevale in una teocrazia.

Fin dal suo esordio la Chiesa si è caratterizzata per l’avversione verso le altre religioni, tradendo la tradizionale tolleranza di Roma verso tutte le confessioni praticate all’interno dei suoi confini.

Dopo aver bandito i politeisti, definisti sprezzantemente pagani, e tentato di cancellare la cultura ellenica e il lascito di civiltà di Roma, ha perseguitato gli ebrei (“vendicheremo la morte di Cristo con il sangue degli ebrei” esordì Goffredo Di Buglione alla partenza della prima crociata). Poi ha rivolto il suo sguardo al suo interno e con la Santa Inquisizione si è macchiata di crimini indicibili contro altri cristiani definiti eretici.

Infine, per rafforzare il suo potere sulle masse volutamente lasciate nell’ignoranza, si è inventata la caccia alle streghe. In quegli anni, mentre il popolo viveva di stenti e abitava nei tuguri, la Chiesa costruiva immense cattedrali ricolme di tesori con il lavoro spesso disinteressato dei suoi fedeli, e la sua gerarchia viveva nel lusso più sfrenato nascondendosi, come oggi, dietro il paravento dei monaci e dei missionari, i veri cristiani.

La fede attiene alla sfera individuale di ognuno di noi su cui nessuno, noi per primi, ha il diritto di interferire. Su come la Chiesa ha costruito il suo potere e ha condizionato i destini dell’Umanità è invece lecito disquisire, scopo di questo saggio.

Buona Lettura.

Disponibile su AMAZON o richiedibile direttamente all’autore: ruggierogianfredo@libero.it (€8 comprese spese di spedizione)

Pubblicato in Collana La Forza Delle Idee | Lascia un commento

EUROPA RISORGI

In distribuzione l’ultimo libro di Gianfredo Ruggiero

EUROPA RISORGI

Euro 8 comprese spese di spedizione. Chiedere copia autografata a: ruggierogianfredo@libero.it
Acquistabile anche tramite AMAZON, nelle versioni cartacea e digitale (E-Book Euro 2,99).
Volume 6 della collana LA FORZA DELLE IDEE

Pubblicato in Collana La Forza Delle Idee, Senza categoria | Lascia un commento

LIBERATORI SENZA GLORIA, i crimini alleati e le stragi partigiane

Disponibile su AMAZON il nuovo libro di Gianfredo Ruggiero

Volume 5 della collana La Forza Delle Idee
Pubblicato in Collana La Forza Delle Idee | Lascia un commento

Disponibile il nuovo libro di Gianfredo Ruggiero STORIA DEL RAZZISMO

 

Quando si parla di razzismo, la mente corre automaticamente alla persecuzione ebraica ad opera del regime hitleriano.

Si dimentica che il razzismo viene da molto prima di Hitler, da quando, sul finire del XVIII secolo, si affermò la filosofia illuminista della “Dea Ragione” da cui derivarono il razzismo scientifico e il mito darwiniano della razza superiore.

In questo testo sono scoperti gli scheletri nascosti negli armadi degli antirazzisti di oggi e l’ipocrisia dei “democratici” di ieri, che pur sapendo nulla fecero per salvare gli ebrei dalla persecuzione nazista; e delle nazioni, cosiddette democratiche, che chiusero le loro frontiere e i loro porti ai profughi ebrei provenienti dalla Germania.

L’intolleranza religiosa della nascente Chiesa di Roma verso i giudei, accusati di aver voluto la morte di Gesù, ebbe un ruolo fondamentale nella genesi dell’antiebraismo che si sarebbe consolidato durante il Medio Evo, e portato alle estreme conseguenza dalla Germania Nazionalsocialista.

Le leggi razziali Fasciste del 1938 furono indubbiamente un’infamia, anche se…furono molto meno repressive e molto più tolleranti di quelle contro i neri e le minoranze etniche in vigore in America fino agli anni sessanta.

In questo libro, ricco di note di approfondimento e di riferimenti storici, sono analizzati tutti gli aspetti di un fenomeno, il razzismo, che scuote le coscienze delle menti libere, ma che, purtroppo, ben si presta alla speculazione politica di oggi.

Euro 8 comprese spese di spedizione. Richiedere copia autografata a ruggierogianfredo@libero.it

Acquistabile anche tramite AMAZON LIBRI Euro 8,32 – versione  E-Book Euro 0,99

Per maggiori informazioni clicca QUI

Volume 1 della collana LA FORZA DELLE IDEE. Di prossima pubblicazione: 2) La Chiesa nella Storia. 3) Storia del Fascismo. 4) Le vere cause della seconda guerra mondiale. 5) Liberatori senza gloria. 6) Europa risorgi; 7) Ecologia Sociale.

 

Pubblicato in Storia negata | Lascia un commento

Cavalieri di un’Idea

Siamo di DESTRA perchè sosteniamo la libertà d’impresa e la proprietà privata; siamo di SINISTRA perchè vogliamo la giustizia sociale; siamo AMBIENTALISTI perchè rispettiamo la natura e amiamo gli animali.

Provate ad appiccicarci un’etichetta…se ci riuscite

 

Pubblicato in Politica e attualità | 7 commenti

MALPENSA VEN’ANNI DOPO

Malpensa? Sfruttamento, danni ambientali e… ’ndrangheta

Intervista a Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo culturale Excalibur di Lonate Pozzolo (Varese), che si batte contro i vecchi e i nuovi guasti ecologici, civili e sociali dell’aeroporto lombardo 

Veduta del Parco del Ticino

A cavallo tra Piemonte e Lombardia, sorge il più antico parco regionale d’Italia (1974): il Parco naturale della Valle del Ticino, zona ricca di laghi, canali, boschi e tanto verde spontaneo, classificata dall’Unesco «riserva naturale della biosfera». Tutto questo rischia di scomparire per sempre, se si dovesse costruire una terza pista per l’aeroporto di Malpensa, che cancellerebbe l’Area del Gaggio: 330 ettari di brughiera, di verde incontaminato, di testimonianze storiche del secondo conflitto mondiale.

Il logo del circolo culturale Excalibur di Lonate Pozzolo

Una delle associazioni che si oppone con più forza a tale progetto è Excalibur di Lonate Pozzolo, 12.000 abitanti in provincia di Varese, e il cui territorio comunale è in parte già occupato dal mega aeroporto. Si legge nel suo sito ufficiale: «Siamo di DESTRA perché sosteniamo la libertà d’impresa e la proprietà privata; siamo di SINISTRA perché vogliamo la giustizia sociale; siamo AMBIENTALISTI perché rispettiamo la natura e amiamo gli animali». Tra le proprie iniziative, ad esempio, un volantino (aprile 2011) che invitava i cristiani a Pasqua e i mussulmani in genere a pregare di più e a uccidere meno agnelli, vari interventi sulla “storia scritta dai vincitori”, non ultima quella dell’Unità d’Italia, sulla falsa democrazia vigente oggi in Occidente, sulla bontà della scelta vegetariana, sullo sfruttamento degli immigrati, con ricadute negative anche sui lavoratori italiani.

Abbiamo intervistato il leader storico del gruppo, Gianfredo Ruggiero, nelle recenti amministrative candidato sindaco al comune del Varesotto per Alternativa verde.

Manifestazione di Excalibur

Il vostro nome-logo, unito al “no” a Malpensa, potrebbe far pensare a re Artù, a nostalgici di un Medioevo preindustriale o al mondo di Tolkien…

«Preciso subito: la nostra opposizione a Malpensa non è di natura preconcetta, non siamo contro gli aeroplani e non auspichiamo un ritorno al calesse o alla società bucolica (anche se le civiltà contadine erano molto più sagge di quelle attuali). Siamo semplicemente contrari alle devastazioni ambientali perpetrate in nome di un supposto progresso e non accettiamo il principio del cosiddetto “prezzo da pagare per…”. Il progresso o rispetta la natura, la qualità della vita e la dignità del lavoro o è, come in questo caso, solo speculazione più o meno mascherata. Il problema non sono le infrastrutture, strade, ferrovie e aeroporti che, se necessarie, vanno fatte, il problema è come sono realizzate e quali sono le vere finalità».

Ansa del Ticino

Vale a dire?

«Su Malpensa si sono concentrate le attenzioni di speculatori di ogni sorta e nazionalità che stanno facendo tabula rasa di ciò che resta del Parco del Ticino e della nostra Brughiera. Tutto questo grazie a una legge regionale del 2000, il Piano d’Area Malpensa, che ha permesso ad alcuni imprenditori locali e a varie multinazionali di aggirare i vincoli ambientali per costruirvi di tutto: capannoni industriali, grandi alberghi, mega parcheggi e gli immancabili centri commerciali, grazie anche al placet delle amministrazioni locali (più alberghi, più denari nelle casse comunali)».

Striscione di protesta contro la terza pista

Ma non pensate alla benefica ricaduta sull’occupazione, specie in tempi come quelli odierni?

«I sostenitori e, soprattutto, i beneficiari della grande Malpensa affermano che il nuovo aeroporto è indispensabile per la ripresa economica del nostro Paese e per rilanciare l’occupazione: niente di più falso.

Partiamo dal lavoro: è vero, Malpensa porta lavoro, ma quale lavoro e a quali condizioni i sostenitori di Malpensa si guardano bene dal dirlo.

A parte le funzioni impiegatizie riservate agli italiani, il grosso della manodopera proviene dal settore dei servizi e dal cosiddetto indotto e vede l’utilizzo quasi esclusivo di extracomunitari. Non perché i lombardi siano improvvisamente diventati un popolo di lazzaroni e di scansafatiche, ma perché le (pseudo) cooperative, alle quali sono appaltate le attività di supporto a Malpensa, per mantenere bassi i prezzi e alti i guadagni, trovano più conveniente usare gli immigrati invece dei nostri operai disoccupati. Immigrati che, stando peggio di noi, sono disposti ad accettare condizioni di lavoro e di retribuzione al limite, spesso superato, dello sfruttamento. Condizioni indegne di un Paese che si ritiene civile».

Gianfredo Ruggiero, presidente
del Circolo culturale Excalibur

E i lavoratori della zona?

«Nella nostra provincia, tra aziende che chiudono e altre che si trasferiscono altrove, la disoccupazione ha raggiunto livelli record. Le famiglie sono in crisi e i giovani senza speranza, eppure vi sono oltre 52 mila extracomunitari stabilmente occupati a cui si aggiungono le migliaia di immigrati in nero, soprattutto nell’edilizia. Il rischio è quello di una guerra tra poveri che vede disoccupati italiani contro immigrati sfruttati. Se aggiungiamo la perdita di professionalità che ha portato negli anni scorsi tantissimi giovani ad abbandonare la loro occupazione stabile in laboratori artigianali e piccole officine meccaniche per un posto alla Sea, la società di gestione aeroportuale; giovani che ora si ritrovano, nelle migliori condizioni, con un contratto a termine, il quadro si completa».

Malpensa, però, non resta, comunque, un volano per l’economia?

«Altra bufala! Trent’anni fa il nuovo aeroporto è stato pensato come strumento di supporto alle nostre esportazioni ma ora, tra la delocalizzazione delle aziende che chiudono in Italia per riaprirle all’estero e l’affacciarsi di nuovi Paesi produttori che si apprestano a invadere i nostri mercati con i loro articoli a basso costo, la situazione si è letteralmente ribaltata.

Malpensa sarà utilizzata non tanto per esportare le nostre merci, quanto per agevolare le importazioni dall’estero. Infatti il vero business di Malpensa non è, come molti credono, il traffico passeggeri, bensì il trasporto merci (Cargo City) che sarà ulteriormente potenziato a latere della terza pista. È sufficiente visitare i capannoni e i centri logistici sorti negli ultimi anni lungo la strada provinciale 52 per scoprire che le merci ivi stoccate sono quasi esclusivamente di provenienza orientale.

Sulla terza pista si è inoltre recentemente espressa l’associazione nazionale dei vettori e operatori del trasporto aereo che, attraverso un comunicato stampa diramato l’1 giugno 2011, parla esplicitamente di inopportunità di una nuova pista per Malpensa ed esprime preoccupazione “per l’aumento dei costi previsti sugli scali milanesi, che andranno inevitabilmente a gravare sulle compagnie aeree e sui passeggeri”. Motivazione, questa, che non si esclude abbia contribuito alla decisione di Lufthansa di abbandonare Malpensa dopo appena tre anni (novembre 2008) dall’avvio del nuovo brand “Lufthansa Italia”».

Vista aerea dello scalo di Malpensa

È vero che, come ormai denunciato da articoli, libri e inchieste televisive, la criminalità calabrese è divenuta potentissima nella vostra area?

«L’indotto di Malpensa passa anche attraverso organizzazioni criminali, come dimostra il processo in corso alla ’ndrangheta lonatese che vede alla sbarra 41 imputati per vari reati di estorsioni, spaccio di droga e rapine e l’indagine tuttora aperta sul caso “Pirellino”, la costruzione di un edificio di 13 piani nella frazione di Sant’Antonino a Lonate Pozzolo, la cui autorizzazione edilizia è stata concessa in virtù del Piano d’Area Malpensa. Con il suo corollario di attentati all’assessore al territorio Danilo Rivolta e auto bruciate che hanno portato la responsabile del settore lavori pubblici a chiedere e ottenere il trasferimento ad altro Comune.

Malpensa è diventata anche il crocevia della droga: non passa giorno che non siano fermati passeggeri carichi di sostanze stupefacenti destinate al mercato europeo e a quello locale, come confermato dalla recente retata delle forze dell’ordine sempre a Lonate Pozzolo».

Altra manifestazione di Excalibur

Vi è dunque anche un degrado civile e sociale?

«La terza pista comporta altresì un ulteriore processo di delocalizzazione a carico dei residenti della frazione di Tornavento. Oltre seicento famiglie sono destinate ad abbandonare la propria casa, i propri affetti e i propri vincoli di amicizia per fare posto a Malpensa. A questi si aggiungono i nuovi residenti: nonostante la spada di Damocle della terza pista, Tornavento ha conosciuto in questi ultimi anni un incredibile sviluppo di edilizia residenziale con la costruzione di nuove case e condomini, soprattutto sul lato sud di via Goldoni e lungo via Sant’Anna. Di questo la “Valutazione d’impatto ambientale”, la cui impostazione risale a dieci anni fa, non tiene conto. Sarebbe opportuno che essa fosse riformulata in virtù dei nuovi scenari abitativi e dei conseguenti costi, economici a carico della collettività e sociali a carico dei residenti».

Area del Gaggio

Conseguenze su ambiente e salute?

«Salute: sulle ali di Malpensa sono giunte a noi nuove specie infestanti come la Diabrotica virgifera, un insetto di origine americana che infesta le coltivazioni di mais, rivenuto inizialmente nei pressi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia e successivamente nell’intorno di Malpensa; l’Anoplophora chinensis malasiaca (tarlo asiatico), un parassita che distrugge gli alberi, comparso per la prima volta nel Comune di Parabiago vicino a Malpensa; la più conosciuta Ambrosia, diffusasi in Europa come conseguenza della contaminazione di sementi importate dal Nordamerica; per quanto riguarda il Nord Italia, il focolaio iniziale si è sviluppato nelle vicinanze dell’aeroporto della Malpensa.

Quando nel 2003 ci fu l’epidemia di polmonite atipica (Sars) proveniente dalla Cina, uno dei primi casi sospetti su individuato, e non a caso, proprio a Malpensa».

In conclusione?

«Un’ultima riflessione, sui falsi miti di Malpensa e sugli aspetti poco dibattuti del nuovo aeroporto, riguarda il presunto benessere arrecato da Malpensa. Se è vero che Malpensa porta benessere, bisogna chiedersi a chi? Ai residenti e a tutti coloro che ne subiscono i disagi? No, i benefici finiscono nei bilanci della Sea, i cui maggiori azionisti sono il Comune di Milano e la Provincia di Varese, di alcune multinazionali come l’olandese Avioport e la catena Jolly Hotel e ai quei quattro imprenditori locali che hanno fatto man bassa di terreni una volta vincolati e protetti. A noi cosa rimane? A noi rimane l’inquinamento e il rumore degli aerei, il cemento al posto del verde, un aumento impressionate della delinquenza e l’illusione che Malpensa un giorno ci farà… tutti ricchi».

Rino Tripodi

Pubblicato in Ambiente | Contrassegnato , | Lascia un commento