LIBRI PER CAPIRE

Quando si parla di Razzismo, la mente corre automaticamente alla persecuzione ebraica del regime hitleriano. Antiebraismo e Razzismo sono invece due fenomeni distinti e distanti nel tempo. Il primo nasce sul finire dell’Impero Romano, quando i cristiani lanciarono agli ebrei l’infamante accusa di aver voluto la morte di Gesù; il secondo, il Razzismo propriamente detto, è invece un fenomeno più recente che trae origine dalle tesi illuministe di fine settecento, involontariamente supportate dalla teoria darwiniana della selezione naturale che ha determinato, sul piano filosofico e scientifico, il mito della razza superiore.

L’antiebraismo inizia con Costantino, il primo Imperatore Romano favorevole al Cristianesimo, che impone agli israeliti alcune restrizioni come ad esempio il divieto di matrimonio tra ebrei e cristiani, equiparato all’adulterio, e la pena di morte per i cristiani che si convertono all’ebraismo. Fin qui nulla di particolarmente drammatico.

Il punto di svolta si ha con San Giovanni Crisostomo, Patriarca di Costantinopoli, il quale, con le sue omelie “Contro i Giudei”, è il primo a condannare in nome della Chiesa i seguaci della religione ebraica.

Con l’avvento delle crociate, colme di fede profonda e infarcite di fanatismo religioso, iniziano le prime ostilità nei confronti degli ebrei, che proseguiranno in crescendo per tutto il Medio Evo e ben oltre, fino a sfociare nei massacri (Pogrom), nei ghetti e nel segno distintivo sugli abiti.

Nel 1215 Papa Innocenzo III ordina che gli ebrei siano identificati con un pezzo di stoffa gialla cucita sugli abiti (la stessa, sotto forma di stella, sarà poi ripresa dai tedeschi durante il regime hitleriano).

Papa Paolo IV, nel 1555, istituisce il Ghetto di Roma, il primo di una lunga serie di domicili coatti cui sono costretti gli ebrei, quartieri circondati da alte mura e sbarrati durante la notte.

I protestanti non sono da meno. Nel 1543 Martin Lutero pubblica un libro dall’eloquente titolo “Sugli ebrei e le loro menzogne” in cui s’incita a «ripulire la Germania dalla piaga giudaica, dando fuoco alle loro sinagoghe e alle loro scuole».

A onor del vero ci furono Papi e uomini di fede che tentarono, con scarsa fortuna – essendo l’antiebraismo oramai radicato nella coscienza popolare – di contenere l’avversione per gli ebrei. Ricordiamo Papa Clemente VI che li difese dall’accusa di aver provocato la Peste Nera del 1300.

Il Razzismo, come detto, trae origini dalle tesi illuministe di fine ‘700, quando s’imposero le nuove dottrine del razzismo scientifico e della superiorità della razza bianca che portarono a giustificare la schiavitù americana, lo sterminio degli indiani nelle Americhe e la sottomissione delle popolazioni africane. Diedero, inoltre, forte impulso al nazionalismo e al neocolonialismo praticato soprattutto da Francia e Inghilterra, le due nazioni patria dell’Illuminismo e precursori della democrazia parlamentare.

A essere ridotti in schiavitù, secondo la nuova morale, sono degli esseri inferiori nati per servire la razza bianca. I filosofi illuministi amavano parlare di uguaglianza, di diritti civili e di libertà nei famosi “Cafè” d’Europa, ma il caffè zuccherato che sorseggiavano – mentre scrivevano la dichiarazione universale dei diritti umani – e il cotone dei loro abiti era prodotto da persone che nell’Africa Occidentale venivano ammassate sulle navi, trasportate attraverso l’Atlantico in condizioni spaventose, vendute all’asta e poi messe a lavorare fin quando non morivano per sfinimento.

Voltaire, universalmente riconosciuto come il padre della democrazia – suo è il famoso assioma: «detesto le tue idee, ma darei la vita affinché tu le possa esprimere» – finanziava le compagnie dedite alla tratta dei negri, a dimostrazione di come i principi di libertà, fratellanza e uguaglianza proclamati dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione Francese riguardassero solo la razza bianca. Nel suo “Saggio sui costumi e spirito delle nazioni” scrive «I negri sono per natura gli schiavi degli altri uomini. Essi vengono dunque acquistati come bestie».

I teorici della democrazia oltre ad essere razzisti sono anche antiebraici. Lo stesso Voltaire nel suo “Dizionario Filosofico”, scriveva queste parole di fuoco a proposito del popolo ebraico: «Non troverete in loro che un popolo ignorante e barbaro, che unisce da tempo la più sordida avarizia alla più detestabile superstizione e al più invincibile odio per tutti i popoli che li tollerano e li arricchiscono»

 Anche nel campo socialista si ebbe la diffusione di atteggiamenti antiebraici: Karl Marx, nonostante fosse di discendenza giudaica, equiparava gli ebrei alla borghesia capitalistica.

 Un inconsapevole contributo al razzismo scientifico venne da Charles Darwin il quale, partendo dalle teorie di Malthus, spiega come le razze cosiddette arretrate si sarebbero estinte entro breve tempo, mentre quelle più avanzate si sarebbero sviluppate e progredite.

Concetti cardine dell’impianto darwiniano come “selezione naturale, sopravvivenza del più adatto” e il termine di “razza favorita” furono accolti con entusiasmo tanto dai teorici del razzismo, quanto dai sostenitori del libero mercato e della supremazia della razza bianca, i quali trovarono nelle teorie evoluzioniste una provvidenziale sponda scientifica ed una insperata giustificazione morale.

Nell’Europa del XX secolo, il razzismo ebbe la sua espressione più violenta nella dottrina e nella politica del nazionalsocialismo, dove l’antiebraismo fu uno dei punti forti del programma hitleriano basato sulla purezza della razza ariana.

La politica persecutoria di Hitler trovò terreno fertile in un’Europa intrisa di razzismo e antigiudaismo, presenti in particolar modo in Francia e Polonia. Come afferma il filosofo e storico Ernst Nolte: «l’antiebraismo Hitler lo ha esasperato, ma certo non determinato».

Hitler, in definitiva, non ha inventato nulla, ha semplicemente portato alle estreme conseguenze, in modo crudele e disumano, quell’antiebraismo ancora oggi presente sotto traccia nella mentalità occidentale e mai sopito.

Senza il sostegno dei filosofi e ricercatori illuministi difficilmente sarebbero stati accettati la schiavitù americana, il genocidio dei Pellerossa, la sottomissione delle popolazioni africane e la persecuzione del regime hitleriano.

L’America, quella della Statua della Libertà, dovette attendere gli anni sessanta per vedere abrogate le odiose leggi sulla segregazione razziale che prevedevano perfino il divieto di matrimonio tra persone bianche e di colore.

Nel nostro libro, “Storia del Razzismo”, ampio spazio è inoltre dedicato alla politica razziale italiana, e al comportamento delle nazioni cosiddette democratiche quando l’antiebraismo di Hitler iniziò a manifestarsi.

Giunto al potere, Hitler attuò nei confronti degli ebrei una politica di restrizione dei diritti civili per spingerli a lasciare la Germania. Per sostenere l’emigrazione, il governo tedesco stipulò con il Mapaï, antenato dell’attuale partito Laburista israeliano, un accordo, detto “Accordo di Trasferimento” (noto anche come Haavara), alla cui definizione contribuirono i futuri primi Ministri di Israele David Ben-Gurion e Golda Meir, in virtù del quale, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, dei circa 522 mila ebrei presenti in Germania, più della metà poterono lasciare il paese con i loro beni. Il problema che a questo punto si pose fu quello dell’accoglienza.

 Per superare le resistenze della comunità internazionale, restia all’accoglienza dei profughi ebrei, il presidente americano Roosevelt organizzò a Evian nel 1938 una conferenza, dove i trentadue stati partecipanti avrebbero dovuto ognuno farsi carico di un numero di ebrei provenienti da Germania e Austria proporzionale alle loro dimensioni: fu un completo fallimento. L’unica nazione che si propose di accogliere i rifugiati ebrei fu la Repubblica Dominicana, che ne accettò circa 700. Tutte le altre, con motivazioni più o meno plausibili, rifiutarono ogni forma di accoglienza. L’Italia Fascista, invece, da anni attuava una politica di ospitalità nei confronti degli ebrei attraverso il COMASEBIT (Comitato di Assistenza agli Ebrei in Italia), poi sostituito nel 1939 dalla DELASEM (Delegazione Assistenza Emigranti Ebrei) che tra il 1939 e il 1943 aiutò oltre cinquemila rifugiati ebrei a lasciare l’Italia per raggiungere Paesi neutrali. Purtroppo le sciagurate leggi razziale del 1938, il pegno pagato dall’Italia Fascista all’alleanza con la Germania di Hitler, imposero un’improvvisa inversione di rotta le cui ferite ancora oggi stentano a rimarginarsi.

Prima e durante la guerra, gli ebrei che tentavano di raggiungere la Palestina erano respinti con la forza e costretti a tornare in Germania con esiti spesso drammatici. Nel febbraio del 1942 lo “Struma”, una nave di profughi ebrei proveniente dalla Romania, si vide rifiutare dagli inglesi il permesso di sbarcare in Palestina e, respinta anche dai turchi, affondò nel Mar Nero colpita dai siluri di un sommergibile sovietico: 770 persone morirono nel naufragio. Caso analogo, seppur con esito meno drammatico, è quello accorso al transatlantico tedesco St. Louis con a bordo 963 profughi ebrei che, nell’estate del 1939, dopo un lungo peregrinare lungo le coste del continente americano, fu costretto a invertire la rotta per tornare in Europa a causa del netto rifiuti ad accoglierli da parte di Cuba prima e di Stati Uniti e Canada dopo.

Tutti conoscono la triste storia di Anna Frank, non tutti sanno che il padre, Otto Frank, si vide respingere più volte il permesso d’ingresso in America per la sua famiglia. Le conseguenze di questo rifiuto sono scritte nella storia.

In conclusione: Rosemberg, il teorico nazista della superiorità ariana, è stato condannato dagli uomini, ma non i suoi illuminati maestri. Hitler per la persecuzione ebraica e Mussolini per le leggi razziali sono stati anch’essi giudicati dalla storia, ma non chi, per ignavia e convenienza, nulla fece per evitarle.

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€ 8 – versione E-book € 2,99

Circolo Culturale Excalibur

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Libro di Gianfredo Ruggiero

PROSSIMA PUBBLICAZIONE – DISPONIBILE SU AMAZON LA VERSIONE E-BOOK

Oggi esiste una ben forma peggiore della censura praticata dai regimi autoritari, è l’autocensura di quegli storici e intellettuali che sanno, ma per conformismo e convenienza tacciono.

Nessun regime, dittatoriale o democratico che sia, sfugge alla tentazione di praticare una qualche forma di controllo sulla circolazione delle idee e d’interpretazione ideologica dei principali fatti storici.

Dagli storici di professione non pretendiamo l’obiettività. Per quanto possano sforzarsi la formazione culturale e i convincimenti ideologici degli autori inevitabilmente traspaiono nei loro scritti. Quello che invece ci spetteremmo, purtroppo invano, è l’onestà. L’onestà di raccontare la storia tutta e per intero.

Su Mussolini e il Fascismo molto si è scritto, ma poco si è compreso a causa delle “amnesie” della storiografia ufficiale.

Questo saggio ha lo scopo di colmare un vuoto, di raccontare quei fatti e quelle circostanze volutamente ignorati dai costruttori di storia per rendere inappellabile il giudizio negativo sul Fascismo.

Sono analizzate le principali accuse rivolte a Mussolini: la violenza come arma di potere, il delitto Matteotti, la morte di Gramsci, l’assassinio dei fratelli Rosselli, l’uso dei gas nella guerra d’Abissinia, le leggi razziali, la guerra a fianco di Hitler e, infine, i crimini della guerra civile.

Un testo utile per chi vuole comprendere la storia attraverso il libero confronto delle idee.

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PROTESTA CONTRO NATURA

PROTESTA CONTRO NATURA

     Protestare contro i cambiamenti climatici, che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, è come contestare i temporali. Sono fenomeni che fanno parte delle dinamiche della natura, alcuni sono ciclici e prevedibili come le stagioni, altri sono improvvisi e imponderabili come i terremoti. Eventi che dipendono da un’enorme quantità di fattori in continua modificazione, che nessun modello matematico è in grado di elaborare.

     L’isteria collettiva mette sul banco degli imputati i cosiddetti gas serra e principalmente la CO2, accusata di essere la causa primaria del surriscaldamento del pianeta. L’anidride carbonica è invece fonte di vita: è indispensabile per le piante che la trasformano in ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana. Senza la CO2 non ci sarebbe alcuna forma di vita sulla terra. Per compensare l’aumento dell’anidride carbonica – che comunque va contenuto – basterebbe incrementare la quantità di alberi e di superfice verde.

     L’aria che respiriamo è costituita per l’78% di azoto, 21% di ossigeno e 1% di altri gas, dove la CO2 è presente per lo 0,03%. Un eventuale aumento della concentrazione di anidride carbonica quale incidenza può avere nei cambiamenti climatici in atto? Praticamente nulla.

     Questo, chiaramente, non significa che non va contrastato l’inquinamento dell’aria causato dalle attività umane (industria, riscaldamento, auto). Tutt’altro.

     Il nostro pianeta è un circuito chiuso dove tutto si trasforma, ma nulla si crea e nulla si distrugge (legge della conservazione della massa, Lavoisier). La quantità di energia prodotta è sempre uguale a quella consumata… se non intervengono fattori esterni. L’aumento o la diminuzione della temperatura media della superfice terrestre dipende da due condizioni: il sottosuolo, costituito dalla lava che fuoriesce attraverso i vulcani, e l’irradiazione del sole. E’ sufficiente un aumento delle attività vulcaniche di superficie e/o sotto gli oceani (la terra galleggia su un mare di magma incandescente) o un impercettibile scostamento dell’inclinazione del sole rispetto alla terra per determinare i cosiddetti cambiamenti climatici.

     La terra, da quando è nata, circa quattro miliardi di anni fa, ha subito ben quattro glaciazioni (l’ultima, quella di Würm è avvenuta 100 mila anni fa), e tra una glaciazione e l’altra il clima e la temperatura della superficie terrestre si sono ovviamente modificati. Questi cambiamenti sono avvenuti a volte in maniera graduale e quasi impercettibile, considerato il lungo lasso di tempo in cui sono avvenuti, e altre volte in modo repentino, come avvenne 15 mila anni con l’interstadio di Allerod che portò all’improvviso scioglimento dei ghiacciai alpini.

     Pretendere che il clima sia perennemente stabile e immutabile e attribuisce all’uomo il cambiamento in atto, significa non aver capito nulla di come funziona la natura.

Gianfredo Ruggiero

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L’EREDITA’ DEL FASCISMO

GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO

di Gianfredo Ruggiero

Nel 1929, il crollo della borsa di Wall Street mise in ginocchio tutte le economie occidentali, America, Inghilterra e Germania in testa. Le conseguenze furono drammatiche sia sotto il profilo economico sia sotto l’aspetto sociale: fallimenti a catena di società industriali e commerciali, chiusura di negozi, inflazione alle stelle, disoccupazione di massa, famiglie sul lastrico, fame e povertà diffuse.

L’Italia fu colpita anch’essa dalla crisi ma, a differenza delle nazioni capitaliste, seppe resistere meglio. Vi furono certamente una riduzione dei consumi e una contrazione dei salari (in parte compensati dalla riduzione del costo della vita), ma l’impatto che ebbero sulla vita degli italiani fu tutto sommato marginale e non produsse quei drammi umani che si registrarono negli altri paesi. Questo perché il Regime Fascista aveva da tempo allentato il legame con la finanza attraverso il controllo del sistema bancario, elaborato un vastissimo piano di opere pubbliche e, cosa non secondaria, avviato la costruzione  di un inedito Stato Sociale.

Mentre le altre nazioni annaspavano, l’Italia fu trasformata in un immenso cantiere. Si costruivano strade (la prima autostrada al mondo, quella dei laghi, fu realizzata in quegli anni), nuove città e borghi agricoli, edifici pubblici, tribunali, scuole, biblioteche, palestre e asili. L’acqua potabile e l’elettricità furono portate fin nel più sperduto paese (l’acquedotto pugliese è ancora oggi il più esteso d’Europa).

Le opere pubbliche diedero vigore all’economia, agevolando la nascita di nuove imprese e il consolidamento di quelle esistenti a beneficio dell’occupazione che fu mantenuta stabile. Fu un vero boom economico che, a differenza di quello drogato degli anni ’60, basato sull’enorme speculazione edilizia, sull’evasione fiscale e ottenuti con fondi esteri, avvenne con capitali italiani, privati e statali.

L’inflazione fu tenuta sotto controllo attraverso una ferrea politica dei prezzi applicata ai beni di prima necessità.

La campagna del Regime per il grano permise all’Italia di risanare terre incolte, dare lavoro ai contadini e a ridurre la nostra dipendenza dall’estero.

L’autosufficienza energetica con fonti ecologiche e rinnovabili fu perseguita attraverso la costruzione di centrali idroelettriche nell’ambito di un ampio piano di risanamento ambientale che vide la costituzione di grandi parchi e aree verdi (solo a Roma furono piantati migliaia di pini, lamenta la sindaca Raggi).

Purtroppo le sciagurate leggi razziali e la perdita di una guerra più subita che voluta, hanno compromesso l’immagine del Fascismo e fornito un valido pretesto agli economisti liberali e ai sostenitore del potere finanziario per stroncare sul nascere qualunque forma di dibattito che possa portare, sulla base di quanto l’Italia ha saputo realizzare in quegli anni, a un nuovo modello di sviluppo economico e a un nuovo assetto istituzionale basati sui principi di giustizia sociale e democrazia diretta.

Se il Fascismo fosse studiato e non criminalizzato, nella sua storia troveremmo le risposte alla crisi di oggi e le prospettive per il domani.

Il Fascismo è morto con il suo fondatore, ma non le sue idee che sono di una attualità sorprendente.

 

 

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LA CHIESA NELLA STORIA

In distribuzione l’ultimo libro di Gianfredo Ruggiero

LA CHIESA NELLA STORIA

Come la Chiesa ha cambiato i destini del mondo

La croce è oggi un simbolo di pace, ma in passato è stato per molti un simbolo di morte.

Dopo Costantino, la Chiesa ha varcato il confine della fede per assumere un ruolo prettamente politico. Condizionante prima e predominante poi, fino a diventare un’ideologia: l’ideologia cristiana.

In questo libro sono ripercorse le tappe della sua storia che ci portano a comprendere come la Chiesa cristiana, grazie alla fede sincera dei suoi devoti e al fanatismo dei suoi seguaci, dopo aver contribuito alla caduta di Roma, sia riuscita a imporsi come potere politico e a trasformare l’Europa medioevale in una teocrazia.

Fin dal suo esordio la Chiesa si è caratterizzata per l’avversione verso le altre religioni, tradendo la tradizionale tolleranza di Roma verso tutte le confessioni praticate all’interno dei suoi confini.

Dopo aver bandito i politeisti, definisti sprezzantemente pagani, e tentato di cancellare la cultura ellenica e il lascito di civiltà di Roma, ha perseguitato gli ebrei (“vendicheremo la morte di Cristo con il sangue degli ebrei” esordì Goffredo Di Buglione alla partenza della prima crociata). Poi ha rivolto il suo sguardo al suo interno e con la Santa Inquisizione si è macchiata di crimini indicibili contro altri cristiani definiti eretici.

Infine, per rafforzare il suo potere sulle masse volutamente lasciate nell’ignoranza, si è inventata la caccia alle streghe. In quegli anni, mentre il popolo viveva di stenti e abitava nei tuguri, la Chiesa costruiva immense cattedrali ricolme di tesori con il lavoro spesso disinteressato dei suoi fedeli, e la sua gerarchia viveva nel lusso più sfrenato nascondendosi, come oggi, dietro il paravento dei monaci e dei missionari, i veri cristiani.

La fede attiene alla sfera individuale di ognuno di noi su cui nessuno, noi per primi, ha il diritto di interferire. Su come la Chiesa ha costruito il suo potere e ha condizionato i destini dell’Umanità è invece lecito disquisire, scopo di questo saggio.

Buona Lettura.

Disponibile su AMAZON o richiedibile direttamente all’autore: ruggierogianfredo@libero.it (€8 comprese spese di spedizione)

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EUROPA RISORGI

In distribuzione l’ultimo libro di Gianfredo Ruggiero

EUROPA RISORGI

Euro 8 comprese spese di spedizione. Chiedere copia autografata a: ruggierogianfredo@libero.it
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Volume 6 della collana LA FORZA DELLE IDEE

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LIBERATORI SENZA GLORIA, i crimini alleati e le stragi partigiane

Disponibile su AMAZON il nuovo libro di Gianfredo Ruggiero

Volume 5 della collana La Forza Delle Idee
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Disponibile il nuovo libro di Gianfredo Ruggiero STORIA DEL RAZZISMO

 

Quando si parla di razzismo, la mente corre automaticamente alla persecuzione ebraica ad opera del regime hitleriano.

Si dimentica che il razzismo viene da molto prima di Hitler, da quando, sul finire del XVIII secolo, si affermò la filosofia illuminista della “Dea Ragione” da cui derivarono il razzismo scientifico e il mito darwiniano della razza superiore.

In questo testo sono scoperti gli scheletri nascosti negli armadi degli antirazzisti di oggi e l’ipocrisia dei “democratici” di ieri, che pur sapendo nulla fecero per salvare gli ebrei dalla persecuzione nazista; e delle nazioni, cosiddette democratiche, che chiusero le loro frontiere e i loro porti ai profughi ebrei provenienti dalla Germania.

L’intolleranza religiosa della nascente Chiesa di Roma verso i giudei, accusati di aver voluto la morte di Gesù, ebbe un ruolo fondamentale nella genesi dell’antiebraismo che si sarebbe consolidato durante il Medio Evo, e portato alle estreme conseguenza dalla Germania Nazionalsocialista.

Le leggi razziali Fasciste del 1938 furono indubbiamente un’infamia, anche se…furono molto meno repressive e molto più tolleranti di quelle contro i neri e le minoranze etniche in vigore in America fino agli anni sessanta.

In questo libro, ricco di note di approfondimento e di riferimenti storici, sono analizzati tutti gli aspetti di un fenomeno, il razzismo, che scuote le coscienze delle menti libere, ma che, purtroppo, ben si presta alla speculazione politica di oggi.

Euro 8 comprese spese di spedizione. Richiedere copia autografata a ruggierogianfredo@libero.it

Acquistabile anche tramite AMAZON LIBRI Euro 8,32 – versione  E-Book Euro 0,99

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Volume 1 della collana LA FORZA DELLE IDEE. Di prossima pubblicazione: 2) La Chiesa nella Storia. 3) Storia del Fascismo. 4) Le vere cause della seconda guerra mondiale. 5) Liberatori senza gloria. 6) Europa risorgi; 7) Ecologia Sociale.

 

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Cavalieri di un’Idea

Siamo di DESTRA perchè sosteniamo la libertà d’impresa e la proprietà privata; siamo di SINISTRA perchè vogliamo la giustizia sociale; siamo AMBIENTALISTI perchè rispettiamo la natura e amiamo gli animali.

Provate ad appiccicarci un’etichetta…se ci riuscite

 

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PRESENTAZIONE LIBRO A COMUNITA’ GIOVANILE – mercoledì 23 ottobre ore 21

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PRESENTAZIONE LIBRO A COMUNITA’ GIOVANILE

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MIGRANTI: perché proprio in Libia?

Dicono di scappare dalla fame e dalla guerra e dove vanno?

Vanno in Libia, un paese dove c’è la fame e la guerra.

La quasi totalità dei migranti che giunge a noi, proviene da Paesi del Centro Africa – lo si capisce dal colore della pelle: sono neri-neri, mentre i nord africani sono di carnagione olivastra – ebbene scappano dalla fame e dalla guerra e dopo aver attraversato il deserto dove vanno? Vanno in Libia, un Paese dove, anche se i giornali se ne sono dimenticati, è in corso una guerra civile, con tutto ciò che ne consegue, fame e violenza.

Perché, invece di convergere in Libia dove, stando alle organizzazioni non governative, sono spesso incarcerati e torturati, non si dirigono verso gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo come l’Algeria e il Marocco? In Tunisia, ad esempio, due volte la settimana un traghetto fa la spola con Lampedusa.

Il motivo è semplice, si chiama documenti. In Italia, come del resto in gran parte del mondo, chiunque può entrare, è sufficiente dare una motivazione generica come motivi di studio, di affari o di turismo, e, soprattutto, presentare un documento d’identità. Ebbene i migranti che sbarcano sulle nostre coste, alcuni hanno il cellulare, ma nessuno ha un qualsiasi documento che attesti la loro provenienza.

Prima di entrare in Libia a cercare gli scafisti per prenotare (e pagare profumatamente, dai tre ai cinque mila dollari) un posto sul gommone si disfano dei documenti, in questo modo una volta sbarcati in Italia possono dichiarare qualunque età, qualunque paese di origine e qualunque nome rendendo estremamente lunga e laboriosa la loro identificazione. Motivo per cui qull’80% di clandestini (sonò giuridicamente tali fintanto che non sono identificati) che non ottengono lo status di rifugiati rimane in Italia a fare ciò che vuole: possono rimanere nei centri d’accoglienza per anni, bighellonare nei parchi, tentare di espatriare, sempre clandestinamente, verso altre mete. Possono ingrossare le fila della criminalità, oppure farsi sfruttare nei campi a scapito dei nostri disoccupati.

Una delle comunità d’immigrati più numerosa presenti sul nostro paese è quella dei cinesi. Persone laboriose, discrete, spesso anche loro sfruttate, ma che raramente si macchiano di reati come spaccio di droga, stupri, furti nelle abitazioni e altre attività che sempre più spesso sono riconducibili ad altre etnie (e qui viene meno la balzana teoria veicolata dalla sinistra della paura del diverso).  Ebbene, come sono giunti a noi questi cinesi, con i barconi? No, con un semplici biglietto d’aereo, ovviamente presentando i documenti.

Un ultimo appunto riguarda gli scafisti. Non si capisce perché sono criminalizzati, in fondo anche loro svolgono una funzione umanitaria, esattamente come ONG che con le loro navi stazionano al largo delle coste Libiche alla ricerca dei gommoni stracarichi di poveri sventurati da portare in Italia. Perché le ONG sono elogiate e ammirate e gli scafisti sono invece criminalizzati, come se fossero dei negrieri che sequestrano le persone e a forza le caricano sui gommoni, solo perché si fanno pagare? Se per questo anche le ONG qualcuno le paga…

Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur

 

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LE VERE CAUSE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Gianfredo Ruggiero

Il 1° settembre 1939 l’invasione tedesca della Polonia diede inizio alla seconda guerra mondiale.

Non sappiamo se il vero obiettivo di Hitler fosse la conquista del mondo intero o più semplicemente la riunificazione della Germania e l’allargamento dei suoi confini verso est.

Quello che è certa è la determinazione delle potenze democratiche, Inghilterra e America in testa, nel portare il conflitto alle sue estreme conseguenze, e di trasformare una guerra interna all’Europa (l’ennesima) in una conflagrazione di estensione mondiale.

Perché Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania e non alla Russia quando anche Stalin invase la Polonia? Perché Hitler a Dunkerque permise al corpo di spedizione inglese di porsi in salvo dalla Francia occupata? Perché l’Italia entrò in guerra un anno dopo? Roosevelt poteva evitare Pearl Harbor?

In questo testo troverete le puntuali e documentate risposte a queste e altre domande che raramente sono poste nei libri di scuola.

Distribuito da AMAZON, (nel sito di Amazon digitare Gianfredo Ruggiero) Disponibile anche in formato E-Book (€ 2,99) Oppure richiedere copia all’autore (€ 8): ruggierogianfredo@libero.it

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